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Chalcidicum

Vestibolo porticato anteposto, in età romana, agli ingressi di edifici pubblici aperti sui fori, o portico disposto sui fronti dei lati corti delle basiliche. L’etimologia ci è fornita dallo storico tardo Festo, che descrive il chalcidicum (in gr. χαλκιδικόν) come una tipologia derivante dalla città di Calcide in Eubea, famosa per i portici della sua agorà. Il vocabolo è utilizzato al plurale da Vitruvio come soluzione progettuale da usare sui lati corti di basiliche con piante allungate.
Il chalcidicum sarebbe comunque legato a una soluzione architravata di tipo ellenistico, meno usata dall’età imperiale in poi. Esempi attestati epigraficamente sono quelli dell’edificio di Eumachia a Pompei e di un complesso pubblico a Leptis Magna. Nel tardo-antico, assume il significato di “salone di lusso”.

Bibliografia

Torelli M., Chalcidicum. Forma e semantica di un tipo edilizio antico, in «Ostraka: rivista di antichità», 12, 2003, pp. 215-238; Vitruvio, De architectura, a cura di P. Gros, V, 1, 4, Torino, 1997 e note.

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