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Claritas

Secondo lo pseudo-Dionigi, filosofo e teologo bizantino del VI secolo, ripreso nel XII secolo dall’abate Suger, e poi da Tommaso d’Aquino, Claritas (lat. per splendore) insieme con Integritas, la compiutezza, e Consonantia, l’armonia, costituiscono i tre caratteri fondamentali del bello.
In architettura il concetto di claritas, inteso come celebrazione della luce e del colore, manifestazioni della perfezione divina, appare negli scritti di Suger, nel corso della sua polemica con Bernardo di Chiaravalle sulla decorazione delle chiese. Mentre Bernardo sostiene un rigorismo ascetico, Suger propende per la necessità di una decorazione in grado di evocare lo splendore della divinità. Nella riedificazione dell’abbaziale di Saint-Denis, ciò comporterà la creazione di alcuni motivi, quali il rosone nella facciata e la “lux continua”, ovvero lo sfondamento dell’abside tramite cappelle aperte su un doppio deambulatorio.

Bibliografia

Gilson E., Storia della filosofia nel Medioevo, Firenze, 2004.

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