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Codice di pratica

Definizione

Il codice di pratica è uno strumento, a differenza dei manuali e delle guide, orientato a fornire regole sulla corretta pratica e a garantire appropriati livelli qualitativi degli interventi sull’edilizia esistente. Le indicazioni contenute non hanno valenza prescrittiva ma forniscono indirizzi metodologici sottoforma di protocolli operativi da adottare per affrontare le problematiche legate al recupero ed alla conservazione degli edifici.

Generalità

A partire, dunque, dal rilevamento dell’identità e dello stato di salute degli edifici, il codice di pratica tende a responsabilizzare il professionista rispetto alle specifiche necessità dettate dal contesto e, pur lasciandogli la possibilità di personalizzare il progetto, definisce le opportune strategie di intervento orientando l’appropriatezza delle scelte materiche, tecnologiche e tipologiche. Il codice di pratica amplia l’ottica dello strumento normativo verso una esplicitazione delle specificità proprie dei processi di analisi, di progettazione e di controllo della qualità nelle azioni trasformative e/o conservative del patrimonio edilizio e si pone come strumento capace di definire le soglie oltre le quali le modificazioni rischiano di essere oltremodo arbitrarie. L’impostazione dei codici di pratica è anche quella di strumento-quadro di duplice livello destinato a regolamentare gli interventi nell’ambito dei singoli comuni, relativo sia alla pianificazione di dettaglio che alla progettazione esecutiva.

Non si tratta quindi di un asettico contenitore di norme, di vincoli e prescrizioni ma, piuttosto, di un supporto tecnico-culturale che propone metodologie attuative le quali pongono alla base della loro operatività il principio della conoscenza delle stratificazioni più o meno volontarie. Ciò rende il codice di pratica una utile guida per la ordinaria gestione degli interventi, di diversa intensità e scala, il quale induce a considerare l’importanza delle relazioni che legano l’edificio alla qualità diffusa del contesto senza perciò limitarne, acriticamente, i processi trasformativi.

In tal senso, l’articolazione del codice di pratica può riguardare:

  • Documentazioni, informazioni e dati per il riconoscimento degli elementi caratterizzanti l’ambito di una data progettazione (tessuti edificati, spazi aperti, edifici);
  • Indicazioni metodologiche per i progettisti sulla impostazione delle analisi preliminari a partire dai dati forniti per il riconoscimento degli elementi caratterizzanti;
  • Definizione di un sistema di requisiti di raffronto per la valutazione degli interventi di recupero in cui siano esplicitati gli obiettivi attesi;
  • Criteri per la redazione di strumenti di pianificazione di dettaglio e relative normative tecniche di attuazione, nonchè i criteri per la elaborazione delle progettazioni esecutive o dei progetti di manutenzione;
  • Norme prestazionali e oggettuali articolate secondo una classificazione degli spazi e degli oggetti fisici considerati;
  • Codifica delle opere consentite in rapporto alle singole modalità di intervento in conformità alla normativa di riferimento;
  • Repertorio di suggerimenti progettuali volti a simulare soluzioni compatibili relative alla volumetria degli involucri e alla morfologia dell’immediato intorno confinato;
  • Repertorio di soluzioni tecniche conformi ai requisiti di partenza con indicazione di dati funzionali, morfologici, tecnologici e delle compatibilità reciproche articolato secondo parti ed elementi, secondo le finalità della conservazione, della sostituzione e del completamento;
  • Guida all’uso del codice di pratica con istruzioni operative per i vari utenti ed eventuali modelli per la redazione delle analisi, degli elaborati, della valutazione della rispondenza dei progetti ai requisiti previsti.

Aspetto comune a tutti i punti è quello la cogenza o no delle norme; ipotesi fatta propria nel caso del codice di pratica in cui gli altri strumenti (repertori, guide, suggerimenti progettuali ecc.) se pur non cogenti, forniscono al progettista utili indicazioni per le possibili alternative nell’individuazione del più idoneo iter da percorrere.

 

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