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Collaudo (tecnologia)

Sommario: 1. Definizione2. GeneralitàBibliografia

1. Definizione

Insieme delle procedure che si effettuano per accertare che l’oggetto del contratto per lavori, servizi e forniture sottoscritto fra stazione appaltante e appaltatore sia stato eseguito in conformità alle prescrizioni stabilite sotto l’aspetto tecnico e amministrativo.

2. Generalità

Il collaudo è definito collaudo generale tecnico-amministrativo e prevede un collaudo amministrativo per la verifica della rispondenza dell’opera alle normative vigenti e alle prescrizioni contenute nel capitolato speciale d’appalto, comprese le verifiche contabili, e un collaudo statico per la verifica della corrispondenza tra quanto previsto dal progetto e quanto realizzato.

Sono sottoposte a collaudo statico le opere in conglomerato cementizio armato normale e precompresso, quelle a struttura metallica e, recentemente, anche tutte le parti dell’opera con funzione portante, indipendentemente dal materiale impiegato, in osservanza delle norme antisismiche; rientrano in questo ambito gli aspetti strutturali relativi agli impianti e ai loro criteri di progettazione.

Attualmente, per le opere pubbliche di importi fino a 500.000 euro, il certificato di collaudo è sostituito da quello di regolare esecuzione; per importi superiori, ma che non superano il milione di euro, è facoltà del soggetto appaltante sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione.

Il collaudo in corso d’opera è obbligatorio nei casi di appalti di progettazione ed esecuzione; per lavori di particolare complessità tecnica; per lavori di grande rilevanza economica (oltre 25 milioni di euro); per interventi affidati in concessione o con dialogo competitivo o mediante locazione finanziaria; per lavori su beni sottoposti a vincolo culturale e ambientale; per lavori non più ispezionabili in sede di collaudo finale; quando la direzione lavori è svolta dal progettista incaricato o da soggetti scelti con le procedure previste dal codice dei contratti; nei casi di aggiudicazione con ribasso d’asta superiore alla soglia di anomalia.

Nelle opere private è obbligatorio solo il collaudo statico e non quello amministrativo; il committente ha facoltà di verificare l’esecuzione dell’opera e di richiedere il certificato di regolare esecuzione rilasciato dalla direzione lavori, altrimenti l’opera si considera accettata.

Il collaudo prevede una fase preliminare di esame della documentazione tecnico-amministrativa e, in sede di verifica, il collaudatore decide il tipo di prove (distruttive o non distruttive) più adeguate per il controllo. Durante le visite di collaudo il direttore dei lavori deve essere presente in cantiere ed i direttori operativi possono avere il compito di assistere attivamente i collaudatori; l’impresa ha l’obbligo di mettere a disposizione mezzi e operai.

In fase di accettazione dell’opera, in caso di piena e regolare rispondenza alle prescrizioni di contratto, viene rilasciato il certificato di conformità, condizione necessaria per l’accettazione dell’opera pubblica da parte della stazione appaltante o per il rilascio della licenza d’uso o agibilità per le opere private. In caso di gravi mancanze rispetto alle prescrizioni contrattuali o si applicano le penalità e l’incameramento della garanzia o si assegna all’esecutore un nuovo termine di collaudo per colmare le mancanze rilevate. Il certificato di collaudo ha carattere provvisorio per i primi due anni dalla sua redazione decorsi i quali, entro 60 giorni, viene emesso un certificato di approvazione o si intende approvato per silenzio-assenso in assenza di comunicazione entro i termini stabiliti.

Per le opere pubbliche il d.p.r. n. 207/10 definisce le norme concernenti il termine entro il quale deve essere effettuato il collaudo finale, che deve avvenire non oltre sei mesi dall’ultimazione dei lavori, salvo i casi, individuati dal regolamento, di particolare complessità dell’opera da collaudare in cui il termine può essere prorogato fino ad un anno.

Bibliografia

D.lgs.163/2006; d.p.r. 207/2010; legge Merloni L. 109/94; d.p.r. 380/2001; d.m. 14.01.2008 (NTC) al cap. 9 e successive modifiche e integrazioni.

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