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Colombario

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Definizione-Etimologia

Dal lat. columbarium (colombaia), è vocabolo usato già nell’arte funeraria antica per indicare un edificio a nicchie, simile appunto a una colombaia, contenente le urne funerarie. Il termine deriva da columbus, a sua volta derivato dal greco κολυμβς (smergo), con un probabile riferimento al colore scuro (κελαινς) delle cavità.

Generalità

Nei cimiteri moderni, con colombario si indica una costruzione che comprende gruppi di loculi affiancati e sovrapposti nei quali si pongono le bare; se contengono le cassette con le ossa di salme esumate sono detti anche ossarietti, oppure urnari se accolgono le urne cinerarie. Per la realizzazione dei colombari possono essere utilizzate diverse tecniche costruttive (cemento armato, muratura, tecnica mista ecc.), con procedimenti eseguiti interamente in opera o mediante l’utilizzo di elementi prefabbricati.

Disposizioni legislative

Indipendentemente dalla tecnologia adottata, i singoli loculi che formano i colombari devono rispettare le disposizioni vigenti (art. 76, d.p.r. 285/1990 e circolare esplicativa del Ministero della Sanità del 24.6.1993, n. 24), che prevedono determinate dimensioni minime interne, impongono specifiche caratteristiche strutturali e stabiliscono materiali e modi di realizzazione della chiusura esterna. Anche nella progettazione dei colombari vanno applicate le disposizioni sulle strutture in cemento armato, quelle sulle costruzioni in zone sismiche, nonché le norme sull’eliminazione delle barriere architettoniche.

 

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