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Colonnata, colonnato (costruzione)

Il sistema è in equilibrio per tutti i valori di S per i quali la risultante R si trovi compresa tra i due lembi A e B della sezione d’appoggio.
Il sistema è in equilibrio per tutti i valori di S per i quali la risultante R si trovi compresa tra i due lembi A e B della sezione d’appoggio.

Termine che deriva dal latino tardo columnatus, “sostenuto da colonne”, derivato da columna cioè colonna. Indica propriamente una sequenza, rettilinea o curvilinea, di colonne poste a sostegno di una struttura sovrastante o di una copertura.

In architettura il colonnato ha, in genere, una rilevante valenza decorativa e ornamentale e funge spesso da elemento di articolazione spaziale: all’interno, ad esempio, per la suddivisione di ambienti con lo scopo di formare navate, sale ipostile e simili; all’esterno, con lo scopo di delimitare e movimentare spazi urbani, suddividere ambulacri esterni e formare portici, periboli, logge e altro. Un esempio particolare di colonnato antico è la peristasi, l’innovazione compositiva più importante e caratteristica dell’architettura greca: un portico esterno che corre, senza soluzione di continuità, intorno alla cella del tempio su uno, tre o quattro lati.

Per estensione, il termine indica talvolta anche i volumi definiti da uno o due colonnati, e quindi può valere, ad esempio, come sinonimo di portico. Dal punto di vista statico, in quanto costituito da architravi e colonne, il colonnato è riconducibile ad un sistema trilitico ripetuto in sequenza (trilite). Se soggetto ad azioni orizzontali, il colonnato collassa quando la risultante delle forze, verticali e orizzontali, esce dai limiti esterni di appoggio delle colonne.

Bibliografia

G.B. Milani, L’Ossatura Murale, Torino 1901.

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