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Comitium

Definizione – Etimologia

Termine latino che indica, a Roma, e poi nelle città romane, un’area pubblica scoperta, fulcro delle funzioni politiche, amministrative e giudiziarie della città regia e repubblicana. Corrisponde, per le attività che vi si svolgevano, all’agorà arcaica delle città greche. Sin dalle origini, il comitium è strettamente legato alla curia, in quanto sede dei comitia curiata (assemblee della popolazione in armi organizzata secondo curie). Il termine discende da com-ire, ovvero “convenire in un luogo, incontrarsi” e una tradizione vorrebbe far risalire il suo atto di nascita a Tito Tazio, in occasione dell’incontro avvenuto tra il popolo romano e quello sabino per sancire la riconciliazione dopo il ratto delle Sabine.

Collocazione rispetto all’insediamento urbano

Di fatto, in Roma, il comitium è posto in contiguità con il Foro Romano e la sua formazione dovrebbe coincidere con la prima pavimentazione del foro stesso. Risale agli ultimi decenni del VII sec. a.C. la realizzazione di un battuto posto all’angolo nord-orientale del foro e l’istallazione di un santuario a cielo aperto dedicato al dio Vulcano (Volcanal), opposto e simmetrico, rispetto al foro, a quello di Vesta: si tratta della prima monumentalizzazione del comitium. Su di esso si affaccia, costituendone parte integrante, la Curia Hostilia, fatta costruire da Tullo Ostilio, come sede dell’assemblea senatoria dei rappresentanti delle curie. A questa importante, anche se ancora embrionale, fase storica alcuni autori riconoscono un valore di “autocoscienza della città”, espressadalla volontà di monumentalizzare gli edifici simbolo delle proprie strutture politico-organizzative.

Derivazione e processo formativo

Così come la curia, il comitium è uno spazio civico e sacro allo stesso tempo e manterrà sempre, nonostante le molteplici ristrutturazioni, tali caratteristiche. Si tratta, di fatto, di un templum inaugurato, con orientamento nord-sud, in asse rispetto alla curia che fronteggia. Anche quando il comitium scomparirà in età augustea, sostituito dalla pavimentazione del foro, rimarranno sempre visibili a terra i pozzetti sacri per gli alloggiamenti dei pali destinati al rito di inaugurazione. Per questo motivo, le prime soluzioni architettoniche del comitium avranno la forma di una piazza quadrata (circa 40×40 m) circondata da gradinate, sul modello dei primi ekklesiastéria (o bouleuteéria) in legno delle città siceliote e magnogreche.

Gli stessi modelli, in forme più aggiornate (si vedano in particolare i complessi di Paestum, di Metaponto e di Agrigento), dovettero influenzare la nuova ricostruzione del comitium, trasformato, nel corso del III sec. a.C., durante la quinta fase della sua storia, in grande impianto circolare. Di questo permangono scarse testimonianze archeologiche che possono tuttavia essere integrate con i confronti dei coevi comitia delle colonie latine di Cosa, Paestum ed Alba Fucens: si tratta sempre di piazze circolari scoperte, circondate da gradinate racchiuse entro perimetri murari quadrangolari.

Il comitium di Roma era una sorta di spazio polifunzionale: al suo interno, accanto al prevalente e originario ruolo di adempimento delle funzioni elettorali e comiziali, erano previsti spazi destinati all’amministrazione della giustizia e alla sede dei magistrati (i tribunalia, disposti ai lati della Curia Hostilia), tribune destinate agli oratori (i rostra, di fronte alla Curia) e un luogo per l’attesa degli ambasciatori (la Graecostasis, posta sul lato del tempio di Saturno). A partire dalle ricostruzioni di epoca sillana, il comitium comincia a perdere lentamente il suo ruolo, in favore di nuovi spazi, e in particolare, del foro. Sotto Cesare, il comitium ha ormai perduto ogni funzione e la costruzione della nuova Curia Iulia ne decreterà la scomparsa come ambiente urbano autonomo e riconoscibile.

Bibliografia

Coarelli F., Comitium, in E.M. Steinby, Lexicon Topographicum Urbis Romae, vol. I, Roma, 1993, ad vocem; Gros P., Torelli M., Storia dell’urbanistica. Il mondo romano, Roma-Bari, 2007; Gros P., Architecture romaine du début du 3 . siècle av. J.-C. a la fin du Haut-Empire. Les monuments publics, Paris, 1996.

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