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Compatibilità tecnologica

Definizione – Etimologia

Il concetto di compatibilità tecnologica esprime le condizioni secondo cui sono garantiti il funzionamento, l’interazione, l’integrazione e l’assemblaggio di materiali, componenti e sistemi edilizi in relazione al comportamento fisico e prestazionale sia di singoli elementi che in termini sistemici. Nella sua accezione generale la compatibilità definisce l’insieme delle condizioni che prevedono un’interazione con ambienti fisici e/o virtuali, finalizzate a instaurare relazioni tra due o più entità con l’obiettivo di un loro coerente funzionamento mentre il termine tecnologia, dal greco tekhnología (trattato sistematico), fa riferimento allo studio dei processi di trasformazione nel campo della materia e del pensiero.

Generalità

La compatibilità tecnologica in campo architettonico evidenzia dunque la capacità di un materiale, di un prodotto edilizio o di un processo tecnologico di coesistere con altri materiali, prodotti o processi, senza restrizioni di applicabilità, di integrazione o di funzionalità che ne inficino proprietà ed efficacia prestazionale.
L’ambito della compatibilità tecnologica investe le possibilità di combinazione con altri materiali, prodotti e tecniche, riguardando gli aspetti fisico-chimici e geometrici, dimensionali, di interfaccia, di assemblaggio, di carattere prestazionale, di compatibilità con i supporti e di coordinazione modulare relativamente agli elementi tecnici di produzione industriale. La compatibilità delle tecnologie e dei prodotti edilizi si misura inoltre con le preesistenze e con il contesto, riguardando gli impatti derivanti dall’uso di specifiche tecnologie e le implicazioni che ne derivano sul piano morfologico, tipologico, ambientale, di uso consapevole delle risorse, di interazione con agenti esterni di origine naturale o antropica.
Uno degli aspetti specifici della progettazione tecnologica nell’ottica della compatibilità dei materiali riguarda la valutazione delle loro proprietà e il comportamento nel tempo, al fine di evitare assemblaggi che possano innescare processi di cattivo funzionamento o di degrado, oppure che possano indurre incompatibilità tra i materiali a contatto. In tal senso, sia in fase di progettazione che in quella di realizzazione, è opportuno valutare le incompatibilità dimensionali, fisiche, meccaniche e chimiche dei materiali adottati e gli accorgimenti tecnici per la messa in opera. Nel sistema edilizio la compatibilità tecnologica degli elementi tecnici deve essere tale per cui essi possano adeguatamente occupare lo spazio modulare/dimensionale previsto, tenendo conto delle tolleranze. È necessario che l’interazione fra materiali ed elementi tecnici, unitamente a parti ed elementi di giunzione o fissaggio, consenta che siano mantenute le caratteristiche fisico-chimiche, che siano assicurate le prestazioni di tipo termico, acustico o di tenuta. Le sollecitazioni meccaniche o termiche non devono indurre il superamento dei limiti di deformazione o rottura né l’innesco di fenomeni di degrado quali fessurazioni e distacchi.
La compatibilità tecnologica attiene alle modalità di abbinamento fra diversi prodotti o materiali alla macroscala o alla microscala con la possibilità di determinare, rispettivamente, stratificazioni e assemblaggi complessi di componenti e sistemi (come nel caso dei sistemi integrati S/R fra involucro e struttura portante) oppure di aggregazioni di materiali e prodotti che interagiscono secondo un comportamento unitario (come nel caso dei materiali compositi). Le problematiche legate alla compatibilità tecnologica possono essere verificate attraverso simulazioni preventive attuate con strumenti di ICT (Information and communication technology) di supporto alla progettazione, nonché con prove in situ o con prototipi.

Bibliografia

Macchia C., Compatibilità dei materiali, in: AA. VV., Manuale di Progettazione Edilizia, V, Milano, 1995; Nardi G., Progettazione architettonica per sistemi e componenti, Milano, 1976; Offenstein F., Compatibilità dei materiali, Torino, 1995.

 

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