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Compluvio

Alma Tadema | Compluvio | Progettazione architettonica

Etimologia

Dal latino compluvium, derivato dal verbo compluere, composto da cum, con e dal verbo pluere, piovere.

Generalità

Nella domus romana il compluvio indica un tipo di copertura caratterizzata dalla pendenza delle quattro falde del tetto verso l’interno dove un’apertura centrale consentiva l’illuminazione dell’atrio e la raccolta dell’acqua piovana in una vasca detta impluvium. Nelle costruzioni moderne il c. indica la linea di convergenza delle falde di un tetto verso la quale confluiscono le acque piovane. In topografia si intende per compluvio quella linea continua che unisce i punti a quota minore di una valle. Compluvia (iugorum compluvia) tipo di pergola per viti di forma analoga a quella del compluvium della domus.

Processo formativo

Nel processo formativo della casa a corte a partire dal recinto originario, si sviluppa la necessità di coprire parzialmente lo spazio distributivo dell’atrio convogliando le acque piovane all’interno della casa. Il compluvio risponde a questa esigenza con diverse soluzioni costruttive che variano a secondo della dimensione del vano centrale dell’atrio.

Esempi

Compluvio della domus dell’erma di bronzo, Ercolano; compluvio della domus del tramezzo di legno, Ercolano (I sec. a. C.).

Bibliografia

Strappa G., La casa di abitazione, in Carbonara P. (a cura) Architettura pratica, vol I., Torino, 1989; Spinola G., Osservazione sui criteri evolutivi degli ambienti delle domus romane, in Panella R. (a cura) Questioni di progettazione. L’esperienza del Laboratorio di Progettazione architettonica e urbana 1 del Corso di Laurea in Tecniche dell’Architettura e della Costruzione, Roma, 2004, pp. 145-157; Calzecchi-Onesti R., De re rustica. Lucii J. M. Columellae, Roma, 1948.

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