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Concept store

Definizione – Etimologia

Centri di scambio contenenti sia negozi monomarca che luoghi di commistione di generi e di prodotti diversi spettacolarizzati attraverso l’architettura e il design.

Evoluzione

Negli anni Ottanta alcune aziende hanno creato punti vendita il cui contenuto non è dato solo dal prodotto messo in commercio ma dalla ‘filosofia’ complessiva che li ispira. Fiorucci è stato tra i primi a intuire, negli anni Sessanta, l’importanza dei concept store nel proporre stili di vita a livello globale. I concept store sono strutturati come set cinematografici. Il primo concept store di Ralph Lauren, inaugurato nel 1986 a New York, esprime l’immagine di una famiglia tradizionale americana: situato in Madison Avenue, si colloca in un edificio preesistente ristrutturato come un lussuoso palazzo.
In sintesi, il concept store è finalizzato a rappresentare l’identità dell’azienda attraverso una sofisticata strategia che mette in sintonia design, prodotti e stile di vita.

Caratterizzazione attuale

In tempi più recenti, i concept store si sono evoluti in luoghi tecnologicamente avanzati, dove il visitatore viene coinvolto da un ambiente multisensoriale che mette in campo luci, odori, grafica, packaging, atmosfere ed emozioni.
Nei negozi della Nike, i “Nike Town”, il consumatore ha a disposizione un sistema di misura digitale con il quale eseguire uno scanning a raggi infrarossi dei propri piedi per decidere la misura e il modello ottimale di scarpe, le quali, poi, arrivano velocemente dal magazzino ai punti di vendita tramite tubi trasparenti. A Roma, nella centrale via del Babuino, “TAD” declina il tema del concept store attraverso un ambiente multitasking legato alla moda, all’arte, ai prodotti d’arredo, alle decorazioni floreali e dove sono presenti un hair styling e un café-lunch.
L’architettura dei concept store è il luogo di interazione fra la visibilità dell’architetto progettista e quella del brand aziendale, come avviene nel centro Tod’s di T. Ito a Omotesando (Tokyo), 2004, nella Maison Hermès di R. Piano a Ginza (Tokyo), 2001 e nei Prada Epicenters di R. Koolhaas a New York, 2001.

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