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Consolidamento

Sommario: 1. Definizione – Etimologia2. Natura e caratteriBibliografia

1. Definizione – Etimologia

Dal verbo consolidare che ha il significato corrente di rinforzare, di rendere stabile. Tale termine è, pertanto, adottato in vari contesti ma in architettura vuole significare le attività di progetto ed esecutive finalizzate a migliorare il livello di sicurezza di una costruzione nei confronti delle sollecitazioni che minano la sua stabilità. Si potrebbe, pertanto, definire il consolidamento in architettura l’insieme dei processi concettuali e pratici miranti a ripristinare e/o integrare, in una costruzione esistente, il predeterminato livello di portanza delle prevedibili azioni. Il consolidamento strutturale fa, pertanto, parte della Tecnica delle costruzioni, nel cui ambito si caratterizza, e acquisisce la sua specificità per avere come oggetto di studio una costruzione che preesiste, con tutto il bagaglio di storia e dei molteplici significati, anche tecnici, in essa racchiusi.

2. Natura e caratteri

Il consolidamento strutturale costituisce anche un’operazione di restauro e, come tale, deve essere rispettoso dell’opera come è a noi giunta e, nello specifico, della sua concezione strutturale. Propedeutica a ogni intervento di consolidamento è la lettura, spesso difficile, della struttura, quasi sempre risultato di complesse, nascoste alterazioni o stravolgimenti operati dall’uomo, ancor più che dai fattori naturali. Tale studio propedeutico è utile non solo ai fini di una corretta interpretazione dei documenti, in questo caso architettonici, della nostra storia, ma anche perché costituisce la condizione necessaria per assolvere razionalmente il compito conservativo. Si tratterà dunque di acquisire, insieme ai dati propriamente storici, quelli ricavabili da un’attenta osservazione dello stato di fatto, dai risultati delle prove strettamente necessarie e, ancor più, da un’esperienza sorretta da forti capacità di sintesi e intuitive.

Sono in molti, tra gli specialisti del settore, a ritenere conveniente intervenire sul già costruito con gli stessi materiali e tecniche adottali all’epoca della costruzione dell’edificio. A parte le difficoltà di datare con precisione le varie fasi della costruzione nel suo divenire e modificarsi, è poi così certa la conoscenza delle tecniche e dei materiali costruttivi adottati nei vari periodi storici e contesti ambientali? E ancora, da un punto di vista strettamente teorico, operare oggi con tecniche, spesso non comprese correttamente, e materiali ripresi da altre epoche non costituisce una forma palese di scarso rispetto del significato storico di una costruzione, e del suo evolversi? Molto probabilmente il rifiuto del nuovo nel restauro strutturale dell’antico nasce dalla constatazione che molti interventi di consolidamento sono stati caratterizzati dall’uso di nuove tecnologie e nuovi materiali il più delle volte profusi, se non a sproposito, in modo eccessivamente sovrabbondante e, quel che è peggio, in disarmonia con la struttura preesistente.

In prima approssimazione si può affermare che l’attualità di un consolidamento non sta tanto in una particolare maniera di affrontare il problema e portarlo a soluzione, quanto nel fatto di essere condizionati dallo stato attuale delle conoscenze in materia, con tutte le facilitazioni che questo comporta in fatto di accessibilità alle più complesse verifiche analitiche e all’impiego di nuovi materiali e tecnologie. Questa attualità è non solo opportuna ma anche doverosa, quale che sia l’epoca della costruzione sottoposta a intervento di consolidamento. Con questo non si vuol certo considerare di scarso interesse ciò che è stato prodotto in passato nel campo del consolidamento. Si tratta anzi, anche se non nella totalità dei casi, di precedenti degni della massima attenzione e di un approfondito studio. In ogni intervento di consolidamento su un’architettura storica si può e si deve adottare la tecnologia che la modernità ci mette a disposizione come pure i materiali se sufficientemente collaudati, ma il fondamento delle idee progettuali deve essere saldamente ancorato alla tradizione, coerentemente al fatto che di questa fanno parte gli edifici oggetto delle nostre cure, le loro logiche costruttive e le loro armonie e anomalie.

Il rispetto della originaria concezione strutturale impone la conservazione delle tradizionali tipologie, dato che alle loro eventuali alterazioni conseguono comportamenti strutturali così difformi da introdurre nuove ridistribuzioni degli equilibri, quasi sempre raggiungibili con nuovi dissesti. In tal senso, si vogliono non solo evitare le profonde alterazioni dell’organismo strutturale preesistente, ma anche false interpretazioni del comportamento delle singole membrature: molte lesioni presenti in un’antica costruzione non indicano stati di sofferenza strutturale, ma sono del tutto fisiologiche.

In conclusione, gli interventi di consolidamento devono essere concepiti sulla base di un rigoroso scrutinio analitico delle caratteristiche storico-costruttive del preesistente, sul rispetto delle sue logiche strutturali, sul rigoroso esame di ciò che la costruzione effettivamente chiede per raggiungere un accettabile livello di sicurezza e sulla corrispondenza tra quanto il progetto intende realizzare e quanto nella realtà realizza.

Bibliografia

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