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Contaminazione

Definizione

Il termine ha in sé un significato di azione o di evento che produce effetti nocivi alla salute degli esseri viventi o all’ambiente naturale. Nell’ambito progettuale la stessa parola è impiegata come mescolanza o commistione di elementi formali diversi.

Sviluppi del termine in campo architettonico

Con l’avvento della globalizzazione l’aspetto derivante dalla convergenza di diverse culture ha assunto una complessa caratterizzazione. L’allargamento indefinito dei confini in senso fisico/concettuale ha prodotto, nel settore culturale, un rimescolamento di modi di essere, di vivere, nonché di tradizioni costruttive, di sistemi spaziali/aggregativi, d’immagini, di linguaggi, di paesaggi, di suoni, di odori, alterando ogni genere di rapporto tra oggetto architettonico e luogo, mettendo in crisi la stessa nozione di valore dell’edificio costruito e della sua capacità di riuscire ancora a esercitare un ruolo simbolico/rappresentativo nei confronti della società a cui appartiene.
Per altro verso contaminazione è espressione del senso di provvisorietà, prodotto da tale nuova realtà, proveniente dall’esperienza del vagare: nel tempo, nello spazio e nei media. Questa forma di transitorietà è un materiale grezzo, collegato poi dai progettisti ad altre reti di significato. In questo modo, l’architettura risponde al caos proliferante della cultura globale nell’era dell’informatizzazione, da un lato, assumendo forme in precedenza ignorate o trascurate, dall’altro, elaborando materiali progettuali basati sul prelievo da opere esistenti, producendo così uno svuotamento di senso della tradizionale distinzione tra produzione e consumo, creazione e copia, readymade e originale. “I concetti di originalità e di creazione”, osserva Nicolas Bourriaud in Postproduction, “svaniscono nel nuovo panorama culturale segnato dalle figure gemelle del deejay e del programmatore”.

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