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Contraente generale (general contractor)

Definizione e riferimenti normativi

Con questa espressione di derivazione anglosassone viene identificata una figura centrale del quadro normativo afferente i lavori relativi a infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale. La cosiddetta legge obiettivo n. 443/2001 aveva inteso, infatti, apprestare una disciplina speciale per una determinata tipologia di opere pubbliche connotate da caratteristiche dimensionali e complessità tecnologica eccezionali, per la cui realizzazione le norme ordinarie non apparivano adeguate. Su questa premessa si è fondata l’opzione per un modello procedimentale derogatorio incentrato sull’esigenza di accelerare l’iter approvativo di queste opere quanto alla elaborazione progettuale, alla valutazione di impatto ambientale, alla individuazione dei sistemi di realizzazione e alle procedure di scelta del contraente. Ruolo centrale in questo disegno assumeva la figura del contraente generale, che costituisce tuttora il modulo operativo di elezione per la realizzazione di una grande opera, in quanto operatore economico dotato non soltanto di esperienza e qualificazione nella esecuzione di lavori, ma anche di idonea capacità organizzativa e attitudine tecnico-realizzativa e finanziaria; in quest’ottica si comprende perché il contraente generale costituisce una figura organizzativa particolarmente articolata, essendo connotato dalla compresenza al suo interno di professionalità multidisciplinari in grado di assicurare alla pubblica amministrazione committente il raggiungimento dell’obiettivo finale di ottenere la consegna dell’opera ‘chiavi in mano’.

Generalità

Il codice dei contratti pubblici (d.lgs. 163/2006, artt. 161 e ss.) ha confermato la centralità del contraente generale nel sistema di realizzazione delle grandi opere, avendo previsto all’art. 173 che la realizzazione delle infrastrutture di rilevanza strategica può essere oggetto di concessione di costruzione e gestione ovvero di affidamento unitario a contraente generale; la differenza fra i due metodi di realizzazione sta nel fatto che mentre il concessionario assume il compito di costruire l’opera e di gestire in seguito il servizio pubblico cui l’opera è strumentale venendo remunerato in tutto o in parte con i proventi derivanti dallo sfruttamento economico dell’opera realizzata, invece il contraente generale si caratterizza per assumere nei confronti dell’amministrazione aggiudicatrice l’obbligazione di risultato di garantire la corretta e tempestiva esecuzione dell’opera (non dunque la mera realizzazione del lavoro come nell’appalto ordinario) a fronte del diritto di ottenere la corresponsione del prezzo. Quanto alla natura giuridica dell’affidamento a contraente generale, è prevalente l’opinione che ne valorizza la assimilazione a una delle figure di appalto pubblico tipizzate dalla normativa comunitaria: un’opera pubblica può cioè essere realizzata mediante conferimento all’impresa privata dell’incarico di provvedere alla mera esecuzione (appalto), oppure attraverso l’affidamento congiunto del compito di provvedere tanto alla progettazione quanto all’esecuzione (appalto integrato), ovvero infine – solo qualora si tratti di infrastrutture strategiche approvate dal Cipe e inserite nel programma annuale di cui all’art. 162, comma 1, lett. a) d.lgs. n. 163/06 – mediante affidamento a contraente generale. Le prestazioni di competenza del contraente generale sono descritte dall’art. 176, e consistono nella definizione della progettazione definitiva soggetta all’approvazione del Cipe, nella acquisizione anche coattiva delle aree di sedime, nella esecuzione dei lavori ‘con qualsiasi mezzo’, dunque anche con il concorso di imprese terze. Particolare rilievo assume nella disamina delle caratteristiche qualificanti dell’istituto la previsione che impone al contraente generale di assumere una quota di valore dell’opera fissata dal bando di gara che deve essere realizzata con anticipazione di risorse finanziarie proprie.

Bibliografia

Damonte R., Galli D., Il general contractor, Milano, 2005; Montedoro G., Di Pace R., Gli appalti di opere. Dal collegato infrastrutture alla legge obiettivo, Milano, 2003.

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