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Controllo tecnico

Esame condotto allo scopo di assicurare la correttezza tecnica di un prodotto. Nel settore delle costruzioni, il controllo tecnico è connaturato al concetto di qualità edilizia.

L’accettabilità delle prestazioni di un’opera, la sua capacità di offrire comportamenti congruenti e adeguati alle richieste, in sintesi la sua qualità, è esprimibile in forma intelligibile soltanto in funzione della sua controllabilità mediante verifiche atte a certificarla.

In questo quadro, secondo la più recente e diffusa terminologia, con la locuzione ‘controllo tecnico’ si fa riferimento a quelle attività che si svolgono al termine della fase elaborativa progettuale e nel corso della realizzazione delle opere, secondo la successione delle seguenti fasi:

  • controllo del progetto, durante la quale si esamina la documentazione progettuale al fine di formalizzare un parere e/o, eventualmente, richiedere ulteriori elaborati e chiarimenti;
  • pianificazione delle attività di controllo, durante la quale, a seguito dell’esame degli elaborati progettuali, vengono individuate le lavorazioni che necessitano di attività di verifica e di monitoraggio;
  • controllo in cantiere, durante la quale, sulla base di un predisposto cronoprogramma di attività di verifica, si articolano una serie di visite ispettive da svolgersi durante la realizzazione del manufatto.

Nello specifico, il controllo tecnico persegue le seguenti finalità:

  • verificare il rispetto dei requisiti progettuali e la conformità dell’esecuzione alle regole di buona prassi.
  • evidenziare eventuali rischi tecnici conseguenti alle scelte progettuali;
  • valutare tempistiche e costi di realizzazione, perseguendo preventivamente la riduzione del rischio di riserve da parte dell’impresa appaltatrice e conseguentemente il mantenimento dei costi entro i limiti prefissati;
  • verificare la conformità di materiali e prodotti utilizzati rispetto alle specifiche tecniche;
  • verificare il rispetto della normativa cogente e contrattuale in tema di qualità e sicurezza;
  • formulare un giudizio finale complessivo sull’assicurabilità delle opere e la definizione del relativo premio.

L’attività di controllo tecnico è infatti, oramai con una certa consuetudine, mirata all’ottenimento di una polizza assicurativa (la polizza decennale postuma) resa obbligatoria dal rinnovato sistema normativo italiano nel campo dei lavori pubblici ma richiesta e introdotta sempre più spesso anche nel settore delle opere private.

Nell’affrontare tuttavia le questioni sopra menzionate, attinenti al controllo del progetto e delle fasi realizzative, è necessario richiamare almeno altre due tipologie di controllo a cui è spesso associato il concetto di controllo tecnico:

  • la prima, collocata a monte della fase realizzativa, è il controllo sui prodotti (certificazione di qualità su materiali e componenti) che, sulla spinta del percorso in atto in Europa intrapreso già dal 1989 con l’introduzione da parte della Comunità Europea della Direttiva 89/106 sui prodotti da costruzione (oggi abrogata dal regolamento UE n. 305/2011), ha determinato una nuova centralità della questione materiale all’interno dei processi di verifica e controllo;
  • la seconda, posizionata a valle della fase realizzativa, è il controllo in esercizio (anche denominato diagnostica) che prevede l’utilizzo delle conoscenze e l’applicazione di un sistema complessivo di controlli (metodi di prova, indagini strumentali, prescrizioni tecniche) sulla base dei quali valutare le prestazioni in esercizio di componenti e sistemi edilizi.

Secondo questa accezione, il controllo tecnico in opera, il cui ambito di azione è solitamente abbinato all’obiettivo di predisporre le conoscenze necessarie per il progetto di riqualificazione, estende la propria operatività:

  • alla fase di costruzione, per la risoluzione di problemi imprevisti;

  • al collaudo dell’opera, con funzioni di verifica;

  • alle azioni di monitoraggio dei sistemi per il mantenimento delle prestazioni.

Riferimenti normativi

 

DPR 207/2010 Regolamento di esecuzione ed attuazione del  Dlgs. n.163/2006; UNI 10721(2012); UNI 10722 (2007); UNI 10838 (1999); UNI 10914 (2001).

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