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Controspinta

Definizione-Etimologia

Termine composto dalla radice “contro-” (come altri termini quali contrafforte, contrasto ecc.) e dalla parola “spinta”, che indica, dal punto di vista strutturale, la componente orizzontale di forze trasmesse da un elemento costruttivo a un altro. Strutture quali gli archi e le volte sono quindi dette “spingenti”, in quanto trasmettono agli appoggi forze aventi componenti orizzontali che vanno contrastate per garantire la stabilità.

Generalità

L’evoluzione dei sistemi costruttivi, da quello trilitico a quello ad arco, e la sempre maggior luce coperta dalle strutture hanno fatto aumentare l’importanza del contrasto alle spinte. Già in età romana, per equilibrare la spinta della grande volta dei tepidaria, venivano apposti ambienti laterali minori, sempre voltati; in quel periodo era anche impiegato l’arco di controspinta che, con il suo sesto ribassato, era particolarmente adatto a controbilanciare la componente orizzontale delle forze trasmesse da altri archi o volte.
È però nel periodo gotico che l’arco, quale elemento di controspinta, raggiunge la massima autonomia funzionale ed espressiva: l’introduzione della volta nervata a crociera, e la conseguente concentrazione dei carichi e delle spinte sugli spigoli, ha reso necessaria la progettazione di elementi di controspinta puntuale quale l’arco rampante, in combinazione con masse murarie aventi la funzione di verticalizzare le spinte. Con scopo analogo a quello degli archi di controspinta, sono talvolta costruiti, fra edifici vicini, i contraddenti, elementi sporgenti che si contrappongo all’avvicinamento del fronte antistante.

Bibliografia

Benvenuto E., L’arte e la scienza del costruire, Genova, 2008; Mastrodicasa S., Dissesti statici delle strutture edilizie, Milano, 1993; Pozzati P., Ceccoli C., Teoria e tecnica delle strutture, Bologna, 1977.

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