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Cordonata

Cordonata stabilizzante per terrazzamenti e terreni franosi, realizzato con fasciami di rami, terreno di riporto e pali in legno.
Cordonata stabilizzante per terrazzamenti e terreni franosi, realizzato con fasciami di rami, terreno di riporto e pali in legno.

Definizione

Il termine può indicare: l’elemento di collegamento verticale fra piani posti a quote diverse ottenuto con l’unione ripetuta di più cordoni; il bordo di recinzione di aiuole e giardini; nelle opere idrauliche, l’elemento di difesa delle sponde dei corsi d’acqua realizzato con una fila di pali; si definisce a cordonata la tipologia di volta costruita a costoloni con nervature in pietra. In contrasto con il prevalente uso odierno della parola, che ha assunto il senso di cordone o cordolo del marciapiede, dal ‘500 al ‘700 si intendeva con cordonata tutta la rampa in pendio.

É definita cordonata un tipo strada in pendio, formata da pavimentazioni in lastre o a piccoli blocchi lapidei, bordati da larghi elementi trasversali in pietra o mattoni, cordoni, che la rendono simile ad una scalinata. La cordonata è caratterizzata da un’alzata molto bassa (circa 8-10 cm) e da una pedata allungata, di circa 50-90 cm.

Generalità

In architettura è comune la presenza di scale a cordonata come accesso al sagrato delle chiese, disposte in genere in asse alla facciata principale come interruzione della scalinata vera e propria.

La più famosa cordonata, quella capitolina, si trova a Roma nel rione di Campitelli. Progettata da Michelangelo Buonarroti nel XVI secolo, essa collega piazza del Campidoglio con la sottostante Piazza d’Aracoeli.

Per le caratteristiche morfologiche e geometriche, la cordonata si compone generalmente di materiali diversi per l’alzata, detta anche scansione, e per il piano di calpestio. In genera la scansione è realizzata con elementi in pietra, legno, laterizio o in calcestruzzo preformati, mentre il piano di calpestio può essere costituito da terra, laterizi, sabbia, ghiaia, acciottolato, tappeto erboso o varie pavimentazioni in lastre di pietra.

Nella posa in opera, fra il piano di calpestio e il terreno può essere interposto un vespaio di sottofondo. Particolare attenzione deve essere sistemata alla posa dell’elemento di scansione che può essere soggetto a ribaltamento. La cordonata può subire dissesti locali e generali, con rotture, sprofondamenti, asportazione e scorrimento di materiali e infestazione vegetale.

È detto cordonata anche il sistema stabilizzante per terrazzamenti e terreni franosi, realizzato con fasciami di rami e pali in legno. In genere questa struttura è costituita da materiale vegetale vivo autoctono (talee e/o arbusti a radice nuda o in fitocella) posato su struttura lignea in scavo a gradone. È una tipologia che può essere realizzata utilizzando esclusivamente materiale naturale vegetale, vivo e morto. Viene inserita lungo scarpate e pendii franosi naturali, ma talvolta anche utilizzata, per inclinazioni inferiori a 40° rispetto all’orizzontale, in ambito stradale e ferroviario. La disposizione spaziale consiste in file orizzontali o leggermente inclinate (generalmente nello stesso verso), a distanza minima di circa 2 m l’una dall’altra. La disposizione in filari contrasta efficacemente erosioni superficiali e piccoli movimenti franosi; lo stesso materiale vegetale vivo, una volta attecchito e sviluppato, svolge nel tempo un’efficientissima azione di consolidamento, mediante l’apparato radicale, e di drenaggio, mediante la traspirazione fogliare.

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