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Corso

Definizione – Etimologia

Tipologia di percorso urbano caratterizzato da antiche tradizioni o da un rilevante carattere di strutturazione della forma della città e del disegno delle sue maglie, tessuti e reti infrastrutturali. Corso (dal latino cursŭs, corsa) indica la strada principale e più importante della città.

Generalità

In origine il termine indicava la frequenza e il movimento delle persone e dei veicoli in determinate strade urbane (corso pubblico); per estensione, poi, con corso è stata definita la via che, per funzione o specifico carattere urbanistico, assume particolare importanza nella fisionomia edilizia di una città. La via era progettata in modo tale da permettere una facile corsa di carrozze e carri (prima e veicoli più tardi) all’interno di un percorso ampio, lungo e rettilineo sul quale si affacciavano edifici disposti in modo regolare, che con le loro facciate e i loro cornicioni sottolineavano la prospettiva e il suo punto di fuga, lo stesso verso il quale si dirigeva il corso sottostante.

Nel Cinquecento si evidenziano casi di città con più corsi, come Ferrara che prevede, con le due addizioni erculee, due viali principali (corso porta Po e corso porta Mare) che si congiungono quasi ad angolo retto al centro della città. Le città italiane sono caratterizzate da un disegno del tessuto urbano che prevede, in genere, un solo corso (C. Garibaldi, C. Cavour, C. d’Italia) e in qualche caso è la via dove, in tempi passati, si svolgeva la corsa o corso del Palio oppure, nel Seicento, la via del movimento militare. Di solito il corso è una strada cittadina rinomata, lungo la quale si attestano attività commerciali e artigiane di prestigio.

Bibliografia

Benevolo L., Le città italiane nel Rinascimento, Le capitali dell’Europa barocca, in Benevolo L. , Storia della città, Roma-Bari, 1982; Mumford L., Il movimento e il corso, in Mumford L., La città nella storia, Vicenza, 1964.

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