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Costruzioni temporanee

Definizione-Etimologia

Opere realizzate per ospitare una funzione contingente o variabile nel tempo o nello spazio; il rapporto tra le dimensioni funzionale, temporale e spaziale determina tre tipi di fenomeni che possono presentarsi separatamente o in combinazione tra loro: la temporaneità di costruzione (conclusa la fase di utilità dell’opera viene disaggregata nelle sue parti in via definitiva o in attesa di un eventuale ulteriore ciclo di utilizzo e ricostruzione), la temporaneità d’uso (le attività o le modalità di fruizione dell’opera sono discontinue o mutano nel tempo e possono determinare trasformazioni del suo assetto spaziale e tecnologico), la temporaneità di localizzazione (l’opera può essere trasferita in altro luogo in quanto dotata di mobilità autonoma o trasportabile con altri mezzi). Costruzioni mobili o trasportabili e costruzioni smontabili sono altri modi con cui si identificano le costruzioni temporanee

Storia

Nella storia delle costruzioni il carattere della temporaneità è sempre esistito insieme con quello della permanenza e in origine lo ha addirittura anticipato. In epoca preistorica i primi manufatti abitativi realizzati dall’uomo nascono infatti con il carattere della provvisorietà e della trasportabilità a causa del nomadismo delle società primitive e dell’assenza della proprietà privata dei suoli; con la rivoluzione neolitica l’avvento dell’agricoltura e il regime di proprietà della terra hanno portato le società ad organizzarsi in insediamenti sedentari dove si sono progressivamente affermate la durabilità e la stabilità delle costruzioni.
Nei secoli il carattere temporaneo delle costruzioni ha continuato a sopravvivere in alcuni archetipi abitativi ben noti come la tenda, la capanna, la casa su ruote o sull’acqua, evolvendosi fino ai nostri giorni in varie forme, materiali e utilità; altri esempi significativi e documentati di costruzioni temporanee nel corso della storia sono stati gli auditorium, i teatri, le installazioni sceniche, i circhi itineranti, le opere militari. Le principali forze trainanti dell’evoluzione delle costruzioni temporanee sono stati la necessità di realizzare strutture per ospitare attività temporanee e la disponibilità di materiali adeguati.
La prima rivoluzione industriale ha rappresentato una tappa fondamentale nell’evoluzione tipologica e tecnologica delle costruzioni e le trasformazioni sociali, demografiche, territoriali, economiche conseguenti hanno dato un forte impulso alla diffusione delle opere temporanee in vari settori di attività; un campo di sperimentazione particolarmente significativo è stato quello degli edifici per le esposizioni universali, tra i quali spicca per rappresentatività il Cristal Palace di J. Paxton (1851), annoverato tra le prime opere architettoniche della modernità per i criteri di modularità, standardizzazione e prefabbricazione dei componenti che permettevano lo smontaggio e la ricostruzione in altro luogo e in tempi rapidi.
A partire dai primi del ‘900 il concetto di temporaneità delle costruzioni si è ulteriormente esteso ed ampliato in ragione delle istanze culturali emergenti che hanno fortemente influenzato l’interpretazione del rapporto tra funzione, luogo, tempo e costruzione architettonica. Gli effetti della globalizzazione in termini spazio-temporali e della sostenibilità in termini di uso delle risorse e riduzione dell’impatto ambientale hanno determinato il sempre più diffuso manifestarsi di nuove esigenze in ordine all’abitare, in senso lato, gli spazi contemporanei, generando il passaggio da una dimensione statica, permanente ad una dimensione dinamica, transitoria del costruire. Oggi la progettazione di opere temporanee può essere considerata un aspetto della progettazione architettonica corrente e i risultati ottenuti hanno ormai acquisito la dignità di fenomeni architettonici al pari delle opere progettate in una prospettiva di stabilità e permanenza.

Tipologie

Le tipologie di costruzioni temporanee più diffuse sono:

  • abitazioni temporanee comprendono una vasta gamma di esempi prevalentemente di uso individuale, dalle case propriamente mobili alle abitazioni per vacanze, alle case per l’emergenza in caso di evento disastroso; tra le residenze temporanee oggi vengono annoverate anche le abitazioni di uso collettivo di tipo alberghiero destinate ad un’utenza transitoria come le case per gli studenti);
  • opere per eventi espositivi e commerciali (per esempio, padiglioni fissi o itineranti per la mostra di diverse tipologie di prodotto a scopi informativi e commerciali);
  • opere per eventi di spettacolo e di intrattenimento (per esempio, strutture di raduno per gare sportive, concerti, rappresentazioni di varia natura, convegni oppure palchi scenografici, circhi o parchi divertimento);
  • opere per eventi culturali, artistici ed educativi (per esempio, musei, teatri, produzioni artistiche, centri di divulgazione);
  • opere di logistica militare o civile e per spedizioni esplorative (per esempio, strutture e infrastrutture di supporto e di mobilità, presidi sanitari e di protezione civile, stazioni di ricerca terrestri o spaziali).

Caratteristiche

Le costruzioni temporanee sono identificabili per una o più delle seguenti caratteristiche principali:

  • mobilità, comporta la dotazione di dispositivi o accorgimenti idonei per la movimentazione (ruote o scafo) e di un sistema di trazione integrato (unità semovente) oppure separato (unità rimorchiabile);
  • trasportabilità, si basa sulla solidità e indeformabilità strutturale, sulla leggerezza e riduzione dell’ingombro dimensionale, sia delle unità in blocco unico che ridotte in parti, per le operazioni di caricamento/scaricamento e di trasporto con mezzo stradale, ferroviario, aereo o navale;
  • smontabilità e ri-montabilità, prevede una composizione per elementi che possono essere facilmente dis-assemblati e ri-assemblati, eventualmente anche in altre forme se il sistema è concepito con criteri di modularità, standardizzazione dei componenti e versatilità dei giunti di collegamento;
  • modificabilità, riguarda la facilità con cui può essere modificata nel tempo sia la configurazione tipologica che la consistenza tecnologica dell’opera, ovverosia la sua flessibilità e adattabilità;
  • reversibilità, ipotizza la de-costruzione dell’opera e il riutilizzo o il riciclo dei prodotti che ne derivano (componenti, semilavorati, materiali) come risorsa per un ulteriore ciclo produttivo nella stessa o in altra filiera.

Tecniche costruttive

I sistemi costruttivi, dipendenti dai livelli di prefabbricazione, di assemblaggio e di complessità funzionale e tecnologica dei componenti, sono:

  • ad elementi/componenti prefabbricati da assemblare in sito;
  • a moduli componibili prefabbricati da assemblare in sito;
  • a blocco unico completo prefabbricato e pre-assemblato.

La configurazione geometrica e volumetrica della costruzione può essere fissa se non subisce alcuna modificazione una volta messa in opera oppure variabile (apribile/chiudibile, dispiegabile, espandibile) durante la fase di messa in opera o di esercizio; in questo caso possono essere previsti dei dispositivi meccanici, idraulici od elettrici di movimentazione delle singole parti. Le principali tipologie strutturali sono quelle a telaio e a pannelli oppure le tensostrutture, le strutture pneumatiche e le scocche portanti, talvolta impiegate in combinazione tra loro. Le prevalenti condizioni tecnologiche che consentono di realizzare le costruzioni temporanee in tempi rapidi, con riduzione delle operazioni di cantiere e dei costi di trasporto sono l’assemblaggio a secco, ottenuto per accostamento dei componenti, e l’impiego di materiali leggeri, quali il metallo (acciaio e alluminio), il legno, le plastiche.

Bibliografia

Kronenburg R., Houses in motion. The genesis, History and Development of the Portable Building, London, 2002; Kronenburg  R., Portable architecture. Design and technology, Basel, 2008.

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