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Crinale

Modello teorico del ciclo di formazione territoriale, riferito a un immaginario territorio centro-peninsulare italiano.
Modello teorico del ciclo di formazione territoriale, riferito a un immaginario territorio centro-peninsulare italiano.

Definizione-Etimologia

Dal gr. krínō (separo, distinguo), lat. crinis, crine, chioma, cresta. Dal punto di vista geografico, è lo spartiacque tra due bacini fluviali, il luogo continuo delle linee emergenti del sistema orografico, che costituisce in tal senso la “controforma” dell’idrografia di un territorio (v. displuvio, compluvio).
Dal punto di vista territoriale, l’importanza gerarchica dei crinali è legata a fattori geografici, quali la lunghezza (crinale continentali, peninsulari, regionali ecc.), la linearità planimetrica (ottenuta talora con scorciatoie di attraversamento fluviale per evitare i giri tortuosi), l’acclività (laddove questa è eccessiva, il percorso aggira a mezza costa la linea di cresta) e, infine, la portata insediativa (proporzionale al numero dei centri di promontorio collegati a uno stesso sistema di crinale).

Generalità

S. Muratori nel 1963 propose una “teoria dei crinali” ipotizzando che le prime migrazioni fossero avvenute di norma lungo i percorsi di crinale, per i numerosi vantaggi che essi potevano offrire in origine a gruppi erranti alla ricerca quotidiana di cibo, acqua e luoghi di riparo notturno: sono infatti praticabili tutto l’anno (a piedi asciutti), aggirano il corso dei fiumi senza doverli attraversare (non richiedendo alcuna tecnologia), consentono di orientarsi (visione dall’alto), e offrono (non richiedendo alcun costo) una rete capillare di sentieri naturali che si diramano fino alle estreme propaggini collinari, ai margini di coste e pianure.
Su tali basi, si riesce spiegare ragionevolmente la dinamica dei meccanismi formativi di strutturazione antropica del territorio che si possono ricostruire seguendo il “filo di Arianna” dei percorsi che si diramano dallo spartiacque migratorio principale per raggiungere più in basso (con diramazioni “a pettine” o “a grappolo”) gli insediamenti della prima fascia d’alta quota. I quali tendono a collegarsi direttamente l’uno con l’altro tramite percorsi di contro-crinale: vie di mezza costa ortogonali ai crinali insediativi, che ricuciono come il filo di una collana tutti i centri su quote analoghe. Le fasce progressivamente insediate possono essere più di una su uno stesso versante, prima dell’unificazione del fondovalle: che avviene di norma con il tracciamento di un percorso carovaniero che segue il corso d’acqua principale. Si vengono così a localizzare su di esso nei punti nodali di guado (potenziali ponti), una serie di insediamenti specialistici (futuri centri di mercato, tra cui i principali all’entrata e all’uscita della valle), che si saldano oltre il fiume con i crinali in discesa dell’altro versante. Tale dinamica formativa, schematicamente riassunta per fasi in un modello teorico riferito a un immaginario territorio centro-peninsulare italiano, evidenzia in particolare il progressivo incremento per successivi raddoppi dell’organismo territoriale, i cui confini (assi “pieni” dividenti) variano e si dilatano in contrapposizione dialettica coi relativi percorsi di fase (assi “vuoti” accentranti: asse, assialità).

Bibliografia

Caniggia G., Strutture dello spazio antropico. Studi e note, Firenze, 1976; Caniggia G., Crinale, Controcrinale, Percorso, in Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, (DEAU), Roma, 1968; Caniggia G., Maffei G.L., Composizione Architettonica e Tipologia Edilizia. Il progetto nell’edilizia di base, Venezia, 1984; Cataldi G., Per una scienza del territorio, Firenze, 1977; Cataldi G., Il territorio della piana di Gioia Tauro, Firenze, 1975; Cataldi G., La viabilità dell’Alto Lazio dalle origini alla crisi dell’impero romano. Ipotesi per una lettura storica del territorio, in «Quaderni dell’Istituto di Ricerca Urbanologica», n. 4, 1970, pp. 3-29; Muratori S., Civiltà e territorio, Roma, 1967; Muratori S., Bollati R., Bollati S., Marinucci G., Studi per una operante storia urbana di Roma, Roma, 1963.

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