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Croce di strade

Croce di strada a Bristol.
Croce di strada a Bristol.

Definizione – Etimologia

Dal lat. crux, forma geometrica composta da due segmenti (bracci di croce) ortogonali tra loro. La croce può essere detta croce greca, croce latina, croce di S. Andrea o croce rovesciata, croce patriarcale doppia o di Lorena. Anche segno indicatore dei quattro punti cardinali, dei quattro venti; pertanto la croce è anche simbolo del cosmo.

In particolare si dice un edificio ‘a croce greca’ quando i quattro bracci, che strutturano gli spazi planimetrici, hanno pressoché la stessa dimensione; ‘a croce latina’ quando i quattro bracci sono di diverse dimensioni, uno dei quali più lungo degli altri.

I due bracci uguali e più corti costituiscono talvolta uno spazio detto transetto, che può localizzarsi al termine della navata centrale di un edificio sacro; in questo caso trattasi di pianta a croce commissa o patibulata. Dicesi pianta a croce immissa o capitata se il transetto interseca lo spazio della navata a circa 2/3 della sua dimensione. Il quarto braccio di croce, più corto degli altri tre, coincide con la zona presbiteriale. È possibile anche trovare una pianta a croce doppia o patriarcale o ‘di Lorena’ nel caso in cui vi siano due transetti, di cui il più corto è quello superiore.

Generalità

Il segno della croce costituisce il simbolo della cristianità poiché riferito alla croce della passione di Cristo e del mistero di salvezza dell’uomo (morte e resurrezione del Cristo salvatore). Esso è altresì simbolo della SS. Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). In più autori, fin dai primi tempi (S. Paolo, Rm. 5, 13-14 ), emerge il parallelismo tematico fra Adamo e Cristo in cui l’immagine della Croce, ‘albero glorioso’ sul Calvario, è segno di redenzione e di vittoria sul peccato.

La croce di S. Andrea corrisponde anche graficamente all’iniziale del nome di Cristo (Хριστός) X (Chrismon), tale segno veniva tracciato sul pavimento delle chiese, in età romanica durante il rito della consacrazione (E. Mâle).

Segno presente anche sulle sepolture (successivo al pesce – ιχθιύς) per connotare l’appartenenza del defunto alla fede cristiana in qualità di battezzato.

Esempi in architettura

In architettura il termine individua quasi sempre la forma della pianta dell’edificio sacro. Le tipologie che esplicitamente sono impiantate su spazi cruciformi sono:

  • talune basiliche paleocristiane d’Occidente e d’Oriente;
  • a croce latina commissa o patibulata (prevalentemente in Occidente) (S. Pietro e S. Paolo a Roma, S. Simpliciano a Milano), oppure a croce latina immissa o capitata (S. Giovanni a Efeso);
  • a croce greca (prevalentemente in Oriente e soprattutto in aree di dominazione bizantina);
  • a croce immissa o capitata le chiese delle abbazie, le chiese di pellegrinaggio (XI secolo), alcune cattedrali medievali, le cattedrali gotiche e tardogotiche (XII e XIII secolo), altre a croce doppia o di Lorena (es. cattedrale di Lincoln).

In età rinascimentale è vivo il dibattito teorico-progettuale su quale sia l’impianto da prediligere tra croce greca e croce latina (si veda la vicenda progettuale della chiesa di S. Pietro in Vaticana e di S. Giovanni dei Fiorentini a Roma). Coesistono esempi sia a croce greca (S. Maria delle Carceri a Prato, S. Sebastiano a Mantova, S. Biagio a Montepulciano, S. Maria della Consolazione a Todi ecc.) che latina (S. Spirito a Firenze, S. Maria presso S. Satiro a Milano, S. Pietro in Vaticano a Roma, S. Giorgio Maggiore a Venezia).

Dal tardo ‘500 in poi spesso la croce greca si innesta su quella latina anche se la forma della croce non è esplicitata nel perimetro murario esterno (es. chiesa del Gesù a Roma, Chiesa del Redentore a Venezia).

In età barocca e tardobarocca risulta episodico l’uso dell’impianto a croce greca o latina leggibile nel perimetro.

Bibliografia

Beigbeder O., Lessico dei simboli medievali, Milano, 1989, pp. 98-101; Cavalcanti E., Enciclopedia dell’Arte Medievale, ad vocem, vol. V, 1994, pp. 529 -535; Testini P., Archeologia cristiana, Città di Castello, 1958, pp. 354- 361.

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