Crociera | Wikitecnica.com

Crociera

Hildesheim (Germania), San Michele, pianta a crociera regolare.
Hildesheim (Germania), San Michele, pianta a crociera regolare.

Definizione – Etimologia

Dal lat. crux, croce, in quanto spazio definito dall’incrocio di due vani ortogonali. Anche struttura originata dall’intersezione di due volte a botte, spesso collocata fra la navata centrale ed il transetto (sporgente o no) di un edificio religioso. Non in tutti gli edifici dotati di transetto si configura una crociera; perché questo accada è indispensabile la presenza di archi longitudinali a separare la campata d’incrocio dai bracci del transetto, ma anche una compatibilità volumetrica che comporta il livellamento in chiave degli archi stessi.

Derivazione – Processo formativo

Gli edifici religiosi di età paleocristiana sono privi di crociera: anche quando l’impianto delle navate si collega ad un transetto di sviluppo marcato, questo è sempre caratterizzato da una volumetria autonoma. Questo si verifica grazie all’identità di altezza tra navata e transetto, senza che quest’ultimo sia frazionato da arcate (transetto continuo).

Già con l’età carolingia si riscontra la conoscenza di una struttura modulare che fa della crociera il perno intorno a cui si organizza la distribuzione di tutti gli spazi che compongono l’edificio, come dimostra, ad esempio, la pianta dell’abbazia di San Gallo. Il momento cruciale nella formazione della crociera si verifica, tuttavia, in età ottoniana: la varietà delle soluzioni adottate porta all’edificazione di chiese a transetto continuo (chiesa abbaziale di Hersfeld, cattedrali di Augsburg e Strasburgo), di chiese a transetto basso (cioè di altezza sensibilmente minore di quella della navata (Steinbach, Celles-Les-Dinant, S. Pantaleone di Colonia) e di chiese a crociera regolare (S. Michele di Hildesheim, S. Maria di Mittelzell, cattedrale di Goslar).

Nel corso dell’XI secolo le vivaci sperimentazioni sulla copertura di spazi progressivamente più ampi con l’uso di volte a crociera fanno ulteriormente della crociera un nodo cruciale per l’equilibrio delle masse, anche in relazione alla costruzione di strutture insistenti sulla crociera stessa: le torri nolari sottocupolate (S. Fruttuoso di Capodimonte, probabilmente la cattedrale di Acqui Terme), spesso destinate ad ospitare lanterne campanarie e, a partire dagli anni tra la fine dell’XI e gli inizi del XII secolo, i numerosi tiburi ottagonali, soprattutto nella Lombardia storica (S. Ambrogio di Milano, S. Michele di Pavia, cattedrale di Piacenza).

Non mancano esempi di crociere di pianta rettangolare, dettata dalla contrazione del braccio trasversale, che condiziona lo sviluppo planimetrico delle eventuali strutture soprastanti (S. Giacomo di Gavi). Quando la navata longitudinale interseca un transetto composto di più navate l’articolazione diviene complessa, richiedendo l’interposizione di campate-ponte per evitare interruzioni nella circolazione da un’ambiente all’altro dell’edificio; è il caso della cattedrale di Pisa e, più tardi, del duomo di Milano.

Dagli inizi del XIII secolo (chiesa abbaziale di Fossanova, S. Salvatore dei Fieschi a Cogorno di Lavagna) l’uso di torri nolari si fa più frequente e con il tempo l’elaborazione sempre più raffinata dell’alzato della crociera porta alla configurazione di assetti molto articolati, in alcuni casi costituiti da più livelli di ampiezza decrescente, dotati di loggiati non praticabili e di una ricca decorazione architettonica.

Tra XIV e XV secolo. È il caso della chiesa abbaziale di Chiaravalle Milanese e della Certosa di Pavia. Raramente l’ampiezza della crociera non è stabilita dalla relazione tra invaso longitudinale e transetto. Ciò avviene solo in esempi molto particolari, come quello della cattedrale di Siena, nella quale i pilastri verso l’abside orientale non sono in asse con i perimetrali del transetto, ma spostati verso ovest, a causa del ripido scoscendimento su cui si fonda il settore orientale.

Con l’età rinascimentale la regolarità geometrica degli impianti porta all’adozione di strutture rigorosamente modulari e la crociera catalizza l’equilibrio dei singoli spazi che compongono l’edificio, i quali si dislocano intorno ad essa in maniera centrifuga. Anche se i singoli vani sono coperti con soluzioni diverse, la crociera stabilisce una cristallina gerarchizzazione degli spazi, grazie al rialzamento della copertura ed al frequente uso della cupola a vela (S. Lorenzo e S. Spirito a Firenze, S. Michele in Isola e S. Maria Formosa a Venezia). Sono svariate le soluzioni adottate allo scopo di installare sulla crociera cupole grandiose: nel caso del Duomo di Pavia il sistema di sostegni è coadiuvato da pilastri arretrati; nel S. Pietro in Vaticano la cupola michelangiolesca è innestata su pilastri mistilinei in grado di coordinare il complesso sistema statico della basilica. Una crociera si può inserire anche in organismi ad una sola navata. È il caso delle chiese edificate dai Gesuiti nel Cinquecento inoltrato, nelle quali una campata d’incrocio coperta da una cupola a vela funge da polarizzatore dello spazio liturgico, correlandosi ad una navata dilatata da cappelle e ad un breve transetto (chiesa dei Gesuiti a Roma, S. Fedele a Milano).

Dagli inizi del Seicento in poi l’impiego della crociera diviene più raro per la tendenza a costruire edifici composti da spazi dotati singolarmente di una volumetria autonoma, fatto che, per in edifici dal marcato sviluppo longitudinale, raramente richiede l’intersezione fra la navata centrale ed il braccio trasversale.

Bibliografia

Frommel Ch. L., Giordano L., Schofield R. (a cura), Bramante milanese e l’architettura del Rinascimento lombardo, Venezia, 2002; Grodecki L., L‘architecture ottonienne: au seuil de l‘art roman, Paris, 1958; Peroni A., Tradizione e innovazione nel Sant‘Ambrogio romanico, in Bertelli C. (a cura), Il millennio ambrosiano. La città del vescovo dai Carolingi al Barbarossa, Milano, 1988, pp. 156-175.

Crociera

Wikitecnica.com