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Definizione – Etimologia

Fra i beni che appartengono allo Stato e agli altri enti pubblici ve ne sono alcuni che sono disciplinati in modo particolare ed hanno uno specifico regime giuridico che si differenzia da quello ordinario della proprietà e che è definito demanio. Il termine deriva dal francese domaine che a sua volta probabilmente trae origine dal latino dominium oppure da domus dell’imperatore, in quanto i beni appartenenti all’imperatore costituivano il dominium per eccellenza. Si trattava, quindi, di beni pubblici che per la loro particolare funzione venivano considerati in modo distinto dagli altri.

Generalità

Il concetto di demanio in realtà è difficilmente distinguibile da quello di patrimonio (pubblico) indisponibile e, pertanto, lo studio dei beni pubblici è sempre più spesso effettuato in modo trasversale, senza distinguere se essi appartengano all’uno od all’altro regime (A.M. Sandulli; M.S. Giannini; V. Cerulli Irelli).

In ogni modo, il demanio si divide in necessario ed eventuale. Al primo appartengono quei beni che per la loro stessa natura ne formano oggetto e che sono il:

  1. demanio marittimo, cui appartengono il mare territoriale, il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti;
  2. demanio idrico, cui appartengono i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque pubbliche;
  3. demanio militare, costituito dalle opere destinate alla difesa nazionale.

Al secondo, che si dice eventuale perché i beni che lo costituiscono possono anche essere disciplinati da un regime differente, appartengono, invece, il demanio stradale, il demanio ferroviario, il demanio aeroportuale, il demanio acquedottistico ed il demanio culturale. Un particolare caso di bene demaniale sono i cimiteri ed i mercati comunali che sono assoggettati al regime del demanio quando appartengono ai comuni. Occorre, infatti, chiarire che il demanio non è soltanto statale, ma può essere anche comunale, provinciale o regionale (il demanio, infatti, appartiene soltanto alle amministrazioni territoriali).

La caratteristica essenziale dei beni appartenenti al demanio è quella di essere inalienabili e di non poter formare oggetto di diritti a favore dei terzi, se non nei modi previsti dalla normativa in materia. Questo principio comporta altresì che tali beni non siano pignorabili, né espropriabili, né possano formare oggetto di usucapione. L’amministrazione può agire a tutela del demanio sia tramite l’esercizio dei poteri pubblici che gli sono propri e, quindi, attraverso atti o provvedimenti amministrativi, sia con il ricorso ai vari mezzi privatistici posti a tutela della proprietà o del possesso.

Ciò nonostante, i beni che non appartengono al demanio necessario, laddove perdano la loro specifica funzione, possono essere oggetto di un procedimento volto a far cessare lo stato di demanialità. In linea generale questo cambiamento deve essere dichiarato dall’autorità amministrativa e se ne deve dar conto tramite la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma in realtà la questione è quasi sempre meglio regolata dalla normativa di settore che disciplina i vari tipi di demanio.

Ovviamente i beni demaniali possono, in molti casi, essere oggetto di uso anche da parte dei privati, sia in modo concorrente con l’uso pubblico – si pensi alla possibilità di nuotare nel mare o stendersi a prendere il sole sulla spiaggia – sia in modo esclusivo, si pensi, rimanendo nello stesso campo, allo stabilimento balneare che utilizza un tratto di arenile in concessione. In particolare l’uso esclusivo dei beni demaniali è regolato dalle norme che disciplinano i vari settori.

Bibliografia

Caputi Jambrenghi V., Beni pubblici e d’interesse pubblico, in Mazzaroli  L. (a cura), Diritto amministrativo II. Parte speciale e giustizia amministrativa, Bologna 2005; Cerulli Irelli V., Proprietà pubblica e diritti collettivi, Padova, 1983; Corso G., Manuale di diritto amministrativo, II ed., Torino, 2004.

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