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Dinamismo

Definizione

Derivato di dinamico. Espressione ed esaltazione della velocità, dell’attivismo e del cambiamento in tutte le loro manifestazioni. Atteggiamento volto a valorizzare la rapidità nell’operare. Modalità espressiva utilizzata in ogni forma artistica per evidenziare, simulare o alludere al movimento.

Generalità

In architettura, tendenza a prediligere le composizioni morfologiche che dimostrano slancio, forza propulsiva ed energia in pieno sviluppo. Presenza evidente di forze che plasmano le forme nell’atto di manifestare la loro azione. Dinamica si dice anche ogni concitata o aggressiva o sbilanciata disposizione dei volumi che evochi una condizione di movimento o di instabilità. Contrario di staticità.

Il Futurismo, per aver dato massimo valore alla velocità nelle espressioni artistiche, realizzò e progettò opere di forte carattere dinamico che mettevano in evidenza l’idea del movimento e delle direzioni privilegiate del suo esplicitarsi. Prospettive fortemente protese verso l’osservatore e forme quasi emergenti dall’immagine ne furono le espressioni più usuali, ma anche l’esaltazione del verticalismo e il ricorso a espedienti figurativi atti a rappresentare gli effetti del moto. Ne sono emblematiche rappresentazioni: in pittura, “dinamismo di un cane al guinzaglio”, di G. Balla; in scultura, “forme uniche nella continuità dello spazio”, di U. Boccioni; in architettura, “edificio visto da un aeroplano virante”, di V. Marchi.

Anche il verticalismo dell’architettura gotica e l’esuberante esplosione del decorativismo barocco sono ritenuti esempi di dinamismo in architettura. Oggi lo sono molte architetture dei progettisti d’avanguardia più noti: F.O. Gehry, S. Calatrava, Coop Himmelb(l)au.

In filosofia: concezione dell’energia come essenza della materia e come forza che la anima dall’interno (dal greco dynamis, forza). Questo significato, accolto anche come fondativo da alcune scuole di pensiero (Eraclito) e in alcune religioni (vedica), concorre a sostanziare l’idea che la realtà sia manifestazione di un sistema di forze motrici e organizzatrici e che la forma ne sia in ogni caso un prodotto, deliberatamente indirizzato e guidato, in contrapposizione ai principi del pensiero meccanicista secondo il quale gli eventi che si verificano e le forme che li descrivono sono l’esito automatico e necessario delle condizioni che li hanno determinati.

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