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Dispositio

Secondo canone della retorica classica, relativo all’organizzazione delle argomentazioni nel discorso.
Con esso Vitruvio (I, II, 2) indica la rappresentazione, o più precisamente il “progetto” di architettura (operis futuri figura), espresso in forma di pianta (ichnographia), alzato (orthographia) e immagine d’insieme o prospettica (scaenographia), che l’architetto realizza mediante la cogitatio, ovvero un’accurata elaborazione del problema progettuale in funzione del risultato anche visuale-estetico da ottenere, e mediante la inventio, cioè la risoluzione del problema con l’apporto originale di elementi inediti e, in quanto questi debbano rispondere ai criteri di eurhythmia, simmetria e decor, di forme nuove.
In Isidoro (Etymologiae, XIX, IX, 1) il termine, in rapporto con quelli di constructio (realizzazione materiale) e venustas (ornamentazione), sembra riferibile all’organizzazione distributivo-funzionale dell’edificio (“areae vel solii et fundamentorum descriptio“).

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