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Divan

Diwan I Khass  Amber | Divan | Storia

Definizione-Etimologia

Nell’architettura islamica, sala delle udienze reali o ufficio amministrativo.

Storia

Il termine viene usato per la prima volta negli anni del califfato arabo di Medina, quando ‘Omar b. Kattab istituisce i registri (divan) dei pagamenti delle tasse e dei soldati a cui versare stipendi (‘ata) e attribuire emolumenti. Secondo fonti arabe, l’introduzione del divan fa seguito all’imitazione dei sistemi fiscali e amministrativi bizantini di Siria e sassanidi di Persia. Soltanto più tardi l’uso si estende a indicare, secondo diverse declinazioni, gli uffici amministrativi del califfato.
Nell’India islamica moghul, il divan, nelle espressioni Diwan-i Amm e Diwan-i Khass, indica lo spazio fisico delle udienze, rispettivamente pubbliche e private, concesse a corte dall’imperatore.
Nel Forte Rosso di Delhi, il padiglione del Diwan-i Amm è ubicato al centro del palazzo a separare la parte pubblica da quella privata del complesso reale; il padiglione è una sala ipostila, affacciata su un’ampia corte aperta, al fondo della quale si trova il trono a cui si accede direttamente dagli spazi privati del palazzo. Il Diwan-i Khass, un padiglione la cui galleria di portici a copertura piana avvolge la sala centrale, è ubicato nella parte privata del complesso. Analoghi padiglioni si trovano nei palazzi rajput coevi dell’India nord-occidentale.
Nelle case nobiliari indiane il Divan-Khana, il salotto della residenza, individua il luogo destinato ai soli uomini della famiglia o ai loro ospiti. Nell’Africa almohade del XIII secolo, il termine al-diwan indica il posto di esazione dei dazi commerciali imposti ai mercanti dell’Europa cristiana.
Da divan deriva il termine italiano dogana.

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