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Docks

Malmö Bo01: veduta panoramica.
Malmö Bo01: veduta panoramica.

Definizione

Termine tecnico inglese usato nel linguaggio navale-mercantile con vaste accezioni; quella più ampia comprende tutti gli organismi di un porto: servizi, magazzini, uffici amministrativi, macchinari e tutte le altre strutture riguardanti i trasporti delle merci scaricate. Il vocabolo deriva dal tedesco docke bacino. Esistono anche i docks fluttuanti, bacini mobili di riparazione, dotati di un sistema di riempimento e svuotamento.

Derivazione – Processo formativo

I primi docks iniziano a sorgere a Londra nella prima metà del 1600 e si concludono nel 1800 con il completamento dei Royal Docks; tra la fine degli anni ‘60 e gli anni ’70 del Novecento inizia il loro progressivo abbandono e l’area diviene opportunità di riqualificazione urbana a larga scala. Si profila la possibilità di una completa riconversione della zona con l’introduzione di un mix funzionale prevedendo percentuali differenti di attrezzature commerciali, terziarie, direzionali, ricettive e residenziali di alto livello.

Dopo alterne vicende, nel 1981 viene istituita con decreto parlamentare la London Docklands Development Corporation (LDDC), un ente che ricopre il ruolo di “intermediario” tra il governo centrale e il settore privato ed elabora una serie di progetti basati sull’individuazione dell’identità di ciascun ambito di intervento, sulla conservazione e valorizzazione del fiume, con particolare attenzione al rapporto tra costruito, spazi aperti, waterfront e recupero delle preesistenze. Il culmine del processo di riconversione avviene a metà degli anni ’80 con la definizione del progetto di Canary Wharf.

In seguito al caso emblematico di Londra, i docks diventano aree privilegiate per la riqualificazione urbana e in molti casi costituiscono le nuove centralità urbane su cui ricostruire l’identità dei luoghi all’interno di processi e strumenti strategici di pianificazione territoriale e di programmi di rinnovo urbano, prevedendo un mix funzionale di destinazione d’uso diverse da quelle originarie. Sono stati avviati processi di riqualificazione dei docks in tutto il mondo; alcuni degli esempi recenti più significativi dal punto di vista urbanistico, in rapporto alla sostenibilità ambientale e alla costruzione di processi/piani strategici di trasformazione complessiva della città sono quelli di Bilbao, Malmö BO01 e Amburgo.

Esempi

A Bilbao, il recupero delle aree portuali è parte consistente e strutturante del piano strategico di rigenerazione della metropoli (1989) promosso dal governo basco e dalla Diputacion di Biscaye con la creazione della società Metropoli 30; la rivoluzione urbana di Bilbao è il risultato di un processo e della sua gestione: piano strategico, strumenti urbanistici e progetti urbani/architettonici sono stati sapientemente correlati, integrati e guidati da una vision di lungo e medio termine. Le principali trasformazioni/innovazioni urbane sono avvenute attorno al fiume Ria, simbolo dell’operazione di rinnovo urbano; la riqualificazione urbana riorganizza l’area della Ria mediante l’inserimento di una rete viaria a scala metropolitana che ha lo scopo di fungere da referente e da elemento promotore di processi di riciclaggio/recupero dell’esistente e di trasformazione. Il progetto si basa sulla costruzione di un sistema infrastrutturale – asse metropolitano, nuovi ponti e vie trasversali di ancoraggio al sistema viario generale – alla cui impronta e al cui effetto propulsore si affida la ricostruzione della metropoli, traendo vantaggio dagli effetti indotti oltre il loro ambito immediato.

Ulteriori elementi fondamentali sono gli spazi aperti e gli ambiti di riferimento che scandiscono la Ria: il progetto concepisce i nuovi spazi come un paesaggio urbano completamente opposto a quello industriale preesistente, caratterizzato da verde e acqua in cui lo stesso paesaggio è strumento/veicolo per scoprire le possibilità del territorio attraverso un mix di usi e funzioni con minore densità dei tessuti urbani consolidati e una maggiore presenza di verde e qualità urbana ambientale.

A Malmö nell’area conosciuta come Porto Occidentale è stato pianificato un nuovo insediamento residenziale e il suo sviluppo è stato organizzato come una grande esposizione di housing (2001) chiamata Bo01. L’obiettivo era quello di realizzare un esempio concreto di quartiere progettato secondo principi ecologici e, al contempo, densamente abitato. L’ufficio urbanistico di Malmö, responsabile insieme all’architetto Klas Tham per la pianificazione generale, ha stabilito sei principi fondamentali su cui basare la progettazione; questi sono: la griglia come impianto urbano, netti confini tra aree private e pubbliche, promozione di modalità differenti di vendita e affitto degli alloggi, piani terra con altezza extra per la creazione dello spazio pubblico, planimetrie diversificate per forme e tipologia. La sostenibilità energetica è perseguita mediante la produzione del 100% di energia con fonti locali e la sostenibilità relazionale, aspetti umani e sociali, attraverso criteri guida per la progettazione condivisi tra amministrazione, architetto/coordinatore del piano e imprenditori.

Ad Amburgo, la riqualificazione della vecchia area portuale dismessa sul fiume Elba prevede la nascita del nuovo quartiere denominato Hafen City; il progetto comprende, per l’immensa area di circa 155 ettari, interventi di recupero, restauro e trasformazione funzionale per gli edifici di archeologia industriale presenti nell’area, come la centrale di riscaldamento, abilmente trasformata in spazio espositivo, nonché interventi di nuove edificazione e spazi aperti per la ridefinizione dell’area di banchina. L’idea generale è quella di rendere completamente fruibili le banchine del porto fluviale, ripensando il modo di vivere e lavorare “sull’acqua” e rivedere lo skyline dalla sponda opposta del fiume grazie a edifici che puntano all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità energetica e alla qualità architettonica. L’area prevede un mix di funzioni: 52% per servizi, 30% residenziale, 10% aree per il tempo libero, 4% imprese, 4% commercio e ristorazione. La connessione con il resto della città avviene attraverso un sistema integrato di trasporto pubblico che prevede l’impiego di bus, navette a idrogeno e linea metropolitana sotterranea e di superficie. La dimensione complessiva del progetto pone Hafen City come la più grande esperienza di riqualificazione urbana avviata in Europa.

Bibliografia

AA.VV., Transforming urban waterfront. Fixity and flow, New York , 2011; Bianchetti D. (a cura), I docklands di Londra e il passante di Milano, Milano 1988; Cecchini D., La riqualificazione delle periferie nella città europea, Roma 1990; De Franciscis G., Rigenerazione urbana: il recupero delle aree dismesse in Europa: strategie, gestione, strumenti operativi, Napoli 1997; Foster J., Docklands. Cultures in conflict, worlds in collision, London, 1999.

Sitografia

http://www.planum.net/4bie/projects.htm; http://www.bilbaoria2000.com/; http://www.bilbao.net/; http://www.bilbaoport.es/; http://www.fundacion-metropoli.org; http://www.hafencity.com.

 

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