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Dogana

Definizione – Etimologia

Dall’arabo diwan, registro. Ufficio o complesso di uffici dedicati al controllo delle merci che attraversano, in entrata o in uscita, il confine nazionale di uno Stato.

Tipologie

Le dogane si distinguono in dogane principali e dogane secondarie e, a seconda del loro posizionamento, in dogane interne e dogane di frontiera. Una dogana interna è situata all’interno del territorio nazionale, in corrispondenza dei maggiori scali marittimi o aerei, con lo scopo di svolgere le funzioni di controllo nel luogo di arrivo delle merci, senza ulteriori arresti al confine. Una dogana di frontiera si trova lungo il confine fra due Stati. Dogane internazionali sono quegli uffici presso le stazioni di confine dove i servizi doganali degli Stati confinanti sono svolti in collaborazione dai funzionari dei due Paesi.

Caratterizzazione contemporanea

Storicamente per dogana si intendeva il magazzino – o fondaco – nel quale si immagazzinavano le merci giunte da fuori in attesa che venissero assoggettate a dazi e poi introdotte in città. Con la trasformazione del commercio e delle infrastrutture a esso correlate, molte aree appartenenti ad antiche dogane sono state soggette a interventi di recupero e trasformazione architettonica e urbana. Le antiche dogane sono state spesso oggetto di interventi di riuso che le hanno trasformate in nuove polarità urbane.
Esempi interessanti sono gli interventi veneziani di trasformazione del Fondaco dei Tedeschi in Dogana, prima, e nelle Poste centrali, poi, come pure il riuso della quattrocentesca Dogana da Mar, trasformata in Centro d’arte contemporanea Punta della Dogana nel 2009 su progetto dell’architetto Tadao Ando.

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