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Dolomia

Deriva dal francese dolomie, termine tratto dal nome del geologo Déodat Gratet de Dolomieu, che per primo la distinse (1791) dalla calcite.
Roccia sedimentaria chimico-organogena costituita essenzialmente da dolomite con minerali accessori quali calcite, quarzo, argille, solfuri e bitume; l’aumento di quantità di calcite porta gradualmente dalle dolomie calcaree ai calcari dolomitici. Il colore è chiaro, grigiastro o giallognolo-dorato; la struttura massiccia, da grana fine a saccaroide.
Per quanto somiglianti ai calcari, le dolomie si differenziano per maggiore resistenza alla degradazione meteorica; sono utilizzate come materiale da costruzione, decorativo e come refrattari per altiforni. Formazioni di rocce dolomitiche sono comuni nelle Alpi, nelle Prealpi, nell’Appennino centromeridionale e in Sicilia. In talune zone assumono le caratteristiche configurazioni frastagliate che determinando il classico paesaggio detto dolomitico (Dolomiti del Cadore, dell’Alto Adige e del Trentino).

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