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Duplex

Definizione – Etimologia

Dall’aggettivo latino duplex, duplice, diviso in due parti; in francese duplex, in inglese, maisonette, in tedesco, Maisonettewohnung.

Generalità

Termine di origine francese con il significato di casa su due livelli. In italiano si intende per duplex un alloggio monofamiliare su due piani collegati da una scala interna. Nel mondo anglosassone il termine ha assunto in tempi recenti il significato ambiguo di casa divisa in due: quindi sia casa monofamiliare su due livelli collegati da una scala interna, ma anche edificio bifamiliare costituito da due unità con un muro in comune e due ingressi distinti. Sono utilizzati anche simplex per indicare un alloggio su un livello solo e triplex per un alloggio su tre livelli.

Processo formativo

Il tipo di alloggio su due livelli, con spazio di lavoro al piano terra, deriva dalla casa a schiera con bottega molto diffusa in Italia e in Europa a partire dal medioevo. Ma nella accezione moderna il duplex ha avuto una evoluzione particolare: nella Parigi della fine del XIX sec. la moda di aprire un atelier ha portato alla riutilizzazione sistematica degli altissimi sottotetti degli edifici residenziali, dove molti artisti sistemavano il proprio studio, integrandolo con lo spazio per dormire tramite un soppalco interno. Tale tipo misto, studio e residenza, affascina gli artisti che lo importeranno oltreoceano, come profonda innovazione tipologica. Ma sarà Frank Lloyd Wright ad utilizzare per primo gli alloggiduplex per il Larkin Company workmen Row House, Buffalo-NY (1904) una delle poche opere incompiute dell’architetto. I duplex moderni sono quindi un’evoluzione americana del modello parigino: cominciano ad essere impiegati estesamente per la realizzazione di grandi edifici d’affitto con studi e alloggi per artisti a New York all’inizio del sec. XX. Qui si inseriscono studi di altezza doppia con l’illuminazione dal nord e lo spazio residenziale integrato con un’altezza di piano uguale a metà di quella dello studio. Il notevole successo avuto tra gli artisti contribuì a fare del duplex un tipo commerciale, moltiplicando le iniziative dei costruttori. A partire da quegli anni i duplex sono studiati in letteratura e vengono suddivisi in tre varianti, secondo la funzione e secondo la posizione della scala: variante primitiva, variante con studio, variante abitazione. Il movimento moderno prese il duplex a modello per numerosi progetti di edilizia sociale in Europa, forse per il rapporto che esso aveva con la tradizione urbana, ma anche per la carica di innovazione sociale che la vita dell’artista suggeriva all’intera società. Le Corbusier lo sperimentò in numerosi progetti di edilizia residenziale come la Maison Citrohan (1922). Dovendo immaginare una città nuova nell’Immeuble Villa (1922), progettò un tessuto multipiano di alloggi bilivello, anche la Cité de Refuge aveva dei duplex sul tetto (1929-1933) e così anche nella Villa Planeix (1924-1928) erano previsti due atelier duplex da affitto al piano terra, fino all’Unité d’Habitation, edificio per 1500 persone interamente concepito come tessuto di alloggi duplex. Tale linea di pensiero viene sperimentata da numerosi architetti progressisti, come nel complesso residenziale Dom Narkomfin ideato da Moisej Ginzburg a Mosca (1928) che prevedeva un “tipo-K” come duplex bilivello e un “tipo-F” come triplex, o da Adolf Loos, nel Werkbund Siedlung a Vienna (1932). La vitalità e l’innovazione del duplex è testimoniato ancora oggi dalle recenti realizzazioni di importanti architetti, soprattutto di edilizia sociale, sia in Europa che in America.

Esempi

Street Cooperative, Studio Building, New York, architetti Sturgis e Simonson (1901-1903). Studio Building, The Beaufort, New York, architetti Pollard e Steinam (1907-1908). Le Corbusier, Immeuble Villa, s.l. (1922). Le Corbusier, Pavillion de L’Esprit Nouveau, Parigi (1924). J.J.P. Oud, Appartamenti duplex, Weissenhof Siedlung, Stoccarda, Germania (1927). Le Corbusier, Appartamenti duplex, Unité d’Habitation, Marsiglia, Francia (1946). Louis Barragan, Avenida Parque Mexico duplex, Mexico City (1936). Carlo Aymonino, appartamenti duplex per il Complesso abitativo “Monte Amiata”, Quartiere Gallaratese, Milano (1967-1972). Alvaro Siza Vieira, Viviendas sociales en Quinta da Malagueira, Evora, Portogallo (1977).

Bibliografia

Hesselgren, G.C., Apartment Houses of the Metropolis, New York 1908. Chambers, W. B, The duplex apartment house: a comparison of the newest buildings of this type, in “Architectural record”, v. 29, April 1911, pp. 327-334. Harris Janes, E., The Development of Duplex Apartments-I. Early Type, “The Brickbuilder”, vol. XXI, n. 6, June 1912, pp. 159-161. Harris Janes, E., The Development of Duplex Apartments-II. Studio Type, “The Brickbuilder”, vol. XXI, n. 7, July 1912, pp. 83-186. Harris Janes, E., The Development of Duplex Apartments-III. Residential Type, “The Brickbuilder”, vol. XXI, n. 8, August 1912, pp. 203-206. Caniggia, G., Maffei, G. L., Composizione architettonica e tipologia edilizia. 1. Lettura dell’edilizia di base, Venezia 1979. Strappa, G., L’unità dell’organismo architettonico. Note sulla formazione e trasformazione dei caratteri degli edifici, Bari 1995.

 

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