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Edilizia

Edilizia speciale seriale (Palazzi a Bari) e nodale (Palazzo dei Congressi di A. Libera a Roma).
Edilizia speciale seriale (Palazzi a Bari) e nodale (Palazzo dei Congressi di A. Libera a Roma).

Definizione – Etimologia

Dal lat. aedilis, con derivazione dalla voce aedes (casa-abitazione o tempio). Il termine indica qualsiasi opera o attività antropica avente come fine la trasformazione del territorio a fini insediativi. Impiegato a partire dal sec. XIX per designare ogni tipo di iniziativa riguardante la costruzione e manutenzione degli edifici, è suscettibile di due principali accezioni, il cui significato va mantenuto ben distinto.

Generalità

Da un punto di vista più vasto, ma anche più generico, con edilizia si indica, sia l’insieme delle attività sociali e giuridiche connesse all’evoluzione della città, manifestate dal complesso di partecipazioni di tipo politico, economico, tecnico, artistico, sociale, sia la generalità di studi, nozioni, norme, cognizioni riferibili alla scienza e alla tecnica del costruire, considerati in rapporto ai mezzi e ai fini e attribuite a singole costruzioni e ad opere di finitura. Tali, ad esempio, sono: le questioni riguardanti l’assetto funzionale-distributivo e statico-costruttivo in rapporto ai diversi materiali impiegati e all’esito estetico-leggibile che ne deriva, cui si ricollegano le tematiche tecniche e impiantistiche attualmente determinanti per il funzionamento dell’edificio; le distinzioni normative che identificano: l’edilizia privata, di tipo residenziale, commerciale o industriale e l’edilizia pubblica, destinata a funzioni generali di amministrazione pubblica, in cui è compresa anche quella religiosa e assistenziale. Riguardo a quest’ultima gamma di iniziative di sostegno sociale, particolare importanza assume l’edilizia economica e popolare nata per soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie indigenti. Esempi cospicui sono rappresentati dai modelli di residenza operaia costruiti nelle città europee dell’800 (Londra, Berlino, Vienna), ma anche tutta quella produzione italiana dell’Istituto per le case popolari (i quartieri romani del Testaccio, Garbatella, Montesacro), le successive Siedlungen, le New Towns dell’Europa centrosettentrionale e, per molti versi, l’attuale housing sociale.

Da un altro punto di vista, certamente più limitato, ma assai più concreto nella sua prospettiva tassonomica di distinzione gerarchica e classificazione storica, il termine è adoperato per spiegare la minore intenzionalità e necessità di rappresentazione del costruito rispetto a quanto, generalmente, s’intende col termine architettura. Al concetto di edilizia sono riconducibili, ad esempio, gli esiti della cosidetta “coscienza spontanea” propri dei tessuti di una città medievale, mentre una cattedrale o un palazzo, subordinati a scelte più consapevoli, “critiche” appunto, trovano corrispondenza col significato di architettura.

Tale accezione richiama un’altra distinzione basata sulla fondamentale nozione di tipo edilizio, e sulla sua condizione di organismo in continua mutazione (diatopica e diacronica), che consente di identificare quella con destinazione residenziale, denominata edilizia di base, e l’edilizia speciale da essa derivata per specializzazione, costituita dalla parte di costruito non abitativa o quella in cui la funzione residenziale è del tutto secondaria. Al primo filone di sviluppo appartiene tutta l’edilizia domestica, processualmente riconoscibile nel tipo della casa unifamiliare isolata da cui nascono, per aggregazione di unità base entro un recinto, le case a corte (domus) e i tessuti di case a schiera e pseudoschiera che generano nel tempo tipi plurifamiliari e (per rifusione) le odierne case in linea. L’edilizia speciale comprende tutti quei tipi basati sull’aggregazione seriale dei vani (edilizia speciale seriale), come il palazzo signorile o il palazzo per uffici, il convento, l’ospedale, l’albergo, il caravanserraglio ecc. e quelli caratterizzati dalla presenza di un grande vano spazialmente dominante, staticamente portato e distributivamente servito da ambienti laterali ad esso subordinati (edilizia speciale nodale), tra cui figurano, ad esempio, la chiesa, la palestra, l’auditorium, la borsa merci, il teatro moderno ecc.

Bibliografia

Caniggia G., Maffei G.L., Progetto dell’edilizia di base, Venezia, 1984; Strappa G., Unità dell’organismo architettonico, Bari, 1995.

 

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