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Efflorescenza

Dal verbo latino effloresco (ex-floresco) ‘cominciare a fiorire’, ‘sbocciare’. Formazione salina sulle superfici di opere d’arte, rocce, muri e terreni, in presenza di acqua o umidità, generata dalla variazione di temperatura. L’efflorescenza è dovuta alla perdita progressiva dei sali solubili presenti nella materia originale, dapprima solubilizzati dall’acqua d’infiltrazione, poi veicolati per capillarità in superficie. Dopo l’evaporazione resta un deposito costituito da aggregati cristallini, la cui forma a corpuscoli o masserelle, generalmente opache, simile a boccioli, le ha dato il nome. La localizzazione e la quantità dell’efflorescenze conducono alla diagnosi: ad esempio, la distribuzione per punti, sulla superficie di una parete interna, indica spesso la presenza di umidità di condensa.

Bibliografia

Torraca G., Problemi di conservazione delle superfici murarie esterne, Roma, 2001; Normal 1/88. Alterazioni Macroscopiche dei materiali lapidei: lessico, CNR – Istituto Centrale del Restauro, Roma, 1990.

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