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Einfühlung

L’uso della parola tedesca Einfühlung per indicare ciò che si chiama genericamente “immedesimazione” o “empatia” – la capacità di stabilire una relazione emotiva con persone, cose, ambienti, situazioni – dipende dalla diffusione che il termine ha guadagnato in Germania, nel passaggio tra Otto e Novecento, con riferimento a studi di filosofia, psicologia, fisiologia e storia dell’arte. A sintetizzare i vari indirizzi di ricerca in una definizione complessiva dell’Einfühlung come principio del giudizio, del godimento e del fare estetico è stata la Ästhetik di Theodor Lipps (1903), per la quale ogni percezione è il prodotto di attività psicofisiche che gli oggetti stimolano tramite la loro forma, i loro materiali, il loro modo di presentarsi ai sensi. I sentimenti e le categorie estetiche sono generati da queste attività come specifiche reazioni agli stimoli derivanti dagli oggetti. Alcune reazioni favoriscono l’espansione delle nostre forze vitali, altre ne ostacolano il dispiegamento, altre ancora alternano momenti di tensione e distensione emotiva. Di qui l’idea che bello, brutto, gradevole e sgradevole non siano qualità degli oggetti, ma esiti della nostra interazione con le cose: il godimento estetico, scriveva Lipps, è «godimento di se stessi oggettivato», cioè proiezione di una nostra condizione psichica sugli oggetti che l’hanno favorevolmente suscitata.
Per l’estetica dell’Einfühlung a favorire la tendenza espansiva delle nostre energie vitali sono anzitutto le forme naturali e organiche. Queste suscitano in noi una forma di empatia spontanea che associamo subito a una percezione di libertà e, dunque, di bellezza, posto che quest’ultima sia espressione del sentimento di poter “vivere una vita libera” (Lipps). L’arte che si rifà a modelli di tipo organico è capace di riprodurre questa empatia spontanea, ma anche di aggiungervi investimenti culturali che mobilitano le nostre facoltà intellettuali. Robert Vischer ha parlato di “simpatia simbolica” nei confronti delle forme naturali. Heinrich Wölfflin, studiando la storia dell’arte e dell’architettura, ha insistito sul loro rapporto con il «benessere organico» dell’uomo. Ibridandosi con altri indirizzi di ricerca, a partire dalla fenomenologia, l’estetica dell’Einfühlung ha esercitato influenza sugli studi che hanno valorizzato la componente emotiva della percezione, dalle teorie sull’emotional design (D. A. Norman) all’estetica delle atmosfere (G. Böhme).

Bibliografia

Böhme G., Atmosphäre, Suhrkamp, Frankfurt/M. 1995; Mallgrave H. F., Ikonomou E. (a cura), Empathy, Form and Space. Problems in German Aesthetics 1873-1893, The Getty Center, Santa Monica 1994; Norman D. A., Emotional Design, Basic Books, New York 2004; Pinotti A. (a cura), Estetica ed empatia, Guerini e Associati, Milano 1997.

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