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Emas, regolamento

Il Regolamento EMAS (Environmental Management and Audit Scheme) rappresenta uno strumento volontario di certificazione ambientale, voluto dalla Comunità Europea, nell’ambito del V° Programma di Azione a favore dell’Ambiente, con lo scopo di promuovere l’armonizzazione tra sviluppo e ambiente superando la logica prescrittiva e di controllo (command and control, ovvero legiferare e controllare) e mirando ad una maggiore responsabilità diretta degli operatori.
Lo scopo è quello di migliorare le prestazioni ambientali di una organizzazione, ovvero società, aziende, imprese, amministrazioni pubbliche, al fine di fornire a tutti soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale.
L’EMAS propone una procedura che consenta all’organizzazione non solo di affrontare e risolvere le problematiche ambientali nell’immediato ma di pianificare le azioni future in un’ottica di continuo miglioramento; ne ottiene così un riconoscimento pubblico, tramite una certificazione di qualità, che permette, tra l’altro, di cambiare l’immagine e i rapporti con la comunità con evidenti ritorni anche sul piano economico.
A partire dal primo Regolamento CE 761/2001(EMAS I), abrogato, che si rivolgeva eminentemente al settore industriale-manifatturiero, la seconda versione (EMAS II), pubblicata con il Regolamento CE 761/2001 e, successivamente, modificata dal Regolamento CE196/2006, estende il sistema comunitario di ecogestione e audit alle organizzazioni; quindi non solo al settore produttivo ma anche a tutti i settori, pubblici e privati, interessati a un processo di miglioramento ambientale. La terza versione (EMAS III) di cui al Regolamento CE 1221/2009 che abroga e sostituisce il precedente, non prevede cambiamenti significativi nella procedura ma obbliga a riportare nella dichiarazione ambientale un set minimo di indicatori di prestazioni ambientali (Key Performance Indicators) non previsti in precedenza; inoltre impone come requisito minimo la conformità alla leggi ambientali.
L’organizzazione che intenda conseguire una certificazione EMAS deve dotarsi, in prima istanza, di una politica ambientale che definisca le strategie per le successive azioni volte ai principi della sostenibilità, dal controllo degli inquinamenti al risparmio delle risorse; successivamente deve effettuare una analisi ambientale iniziale, per evidenziare le criticità ambientali dei processi e/o delle attività e la eventuale non conformità amministrative; deve conseguentemente introdurre un sistema di gestione ambientale (SGA) che consenta la pianificazione degli interventi, con l’attribuzione di ruoli e responsabilità, la predisposizione di prassi e procedure indirizzate al miglioramento continuo; deve inoltre effettuare un’audit interno rivolto a una autovalutazione per verificare che le attività si svolgano secondo le procedure stabilite, verificando in tal modo l’efficacia del SGA. Il Regolamento EMAS prevede, infine, che l’organizzazione rediga una Dichiarazione Ambientale, periodicamente aggiornata, al fine di fornire a tutti soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale, dando comunicazione sui controlli operativi effettuati, sulla conformità agli obiettivi posti e sulle prestazioni ambientali raggiunte anche con il coinvolgimento dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali.
Per l’ottenimento della certificazione EMAS è necessario l’intervento di un Verificatore Ambientale, quale soggetto terzo, con il compito di controllare che il sistema di gestione ambientale sia conforme a quanto richiesto dal Regolamento; che non sussistano elementi di innosservanza degli obblighi normativi; che la Dichiarazione Ambientale testimoni criteri di veridicità affidabilità e trasparenza.
Il nuovo Regolamento prevede l’adesione volontaria delle organizzazioni aventi sede nel territorio della Comunità e/o al di fuori di esso, aprendosi in tal modo ad un mercato globale.

Bibliografia

Regolamento CE, 1221/2009, G.U.U.E. del 22.12.2009.

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