Energy management | Wikitecnica.com

Energy management

Il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, detto anche energy manager, è una figura introdotta in Italia dalla Legge 10/1991 per i soggetti (enti pubblici e privati) caratterizzati da consumi di energia primaria significativi, espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep):

  • 10000 tep per le imprese del settore industriale;
  • 1000 tep per i soggetti del terziario e della pubblica amministrazione.

Il consumo di 1000 tep di energia primaria corrisponde a circa 1,2 milioni di m3 di gas naturale o a 4,5 milioni di kWh elettrici.
L’attività di energy management è articolata in generale in tre sezioni:

  • la gestione del controllo ambientale;
  • la gestione e la manutenzione dei sistemi impiantistici;
  • la pianificazione e la gestione dell’energia.

La prima sezione affronta il tema dell’auditing dei sistemi termoigrometrico, acustico, luminoso e di qualità dell’aria presenti nella struttura considerata, con l’assunto che il risparmio di energia deve essere conseguito in presenza e non a scapito delle condizioni di comfort e benessere negli ambienti serviti dai sistemi impiantistici.
La seconda sezione, più tecnicamente rivolta alle operazioni di manutenzione degli impianti, si riferisce anche al controllo e al monitoraggio delle prestazioni impiantistiche e ai nuovi strumenti da adottare negli appalti, quali i contratti di gestione dell’energia (energy performance contract). La gestione e la manutenzione richiedono la adozione e l’uso efficiente ed economico delle risorse sia nella progettazione che nella applicazione dei sistemi costruiti e nella conservazione dei sistemi naturali.
Infine, la terza sezione sviluppa i principi generali di gestione dell’energia vera e propria e affronta il ruolo della pianificazione e riqualificazione energetica.
Nel responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia si configura un individuo con funzioni di supporto al decisore in merito all’effettiva attuazione delle azioni e degli interventi proposti, in riferimento alla validità tecnica ed economica delle opportunità di intervento individuate.
L’energy management deve però inevitabilmente riferirsi anche agli elementi di politica energetica alla scala suburbana o urbana, interpretate secondo la necessità di far fronte alle problematiche legate al cambiamento climatico e alla sostituzione delle fonti tradizionali di energia (fossili). In chiave moderna tali necessità, individuate dal problema della sostenibilità degli edifici e delle città, devono prevedere l’introduzione di un periodo di transizione collegato – nel medio e lungo termine – alla sostituzione del modello energetico esistente con un modello diverso, quello della generazione distribuita dell’energia.
A differenza del modello attuale la generazione, distribuzione e uso dell’energia dovrà prevedere un sistema formato da nodi collegati in rete che non solo consumano energia ma  la producono anche. Si dimostra, sotto alcune condizioni, il vantaggio tecnologico del sistema a rete in termini di efficienza energetica, di sicurezza e di risparmio. Gli esempi del nuovo modello cominciano a essere presenti e sono essenzialmente legati alla diffusione coerente dell’uso delle fonti rinnovabili, tipicamente distribuite sul territorio.

Copyright © - Riproduzione riservata
Energy management

Wikitecnica.com