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Eolico, ordine

Trapeza, Cipro, capitello eolico di stele funeraria (da
PERROZ G., CHIPIEZ CH., Histoire de l’art, III, Paris 1885,
fig. 51).
Trapeza, Cipro, capitello eolico di stele funeraria (da PERROZ G., CHIPIEZ CH., Histoire de l’art, III, Paris 1885, fig. 51).

Definizione

Più che un vero e proprio ordine, il termine indica un capitello di pilastro o colonna formatosi nelle stesse aree di elaborazione dell’ordine ionico, tanto da essere inizialmente ritenuto una sorta di “proto-ionico”. D’altra parte, l’ordine eolico prevede trabeazioni e basi mutuate dallo ionico.
Chiamato così da una delle aree di formazione, l’Eolide, in Asia Minore, dove venne per la prima volta identificato, è diffuso in età arcaica nel Mediterraneo orientale, ma anche in Tracia, Attica, Sicilia, Etruria. È caratterizzato da volute ad andamento verticale e può essere schematicamente distinto in tre tipologie, diverse per morfologia, cronologia e area di origine.

Generalità

Il più antico (IX-VI sec. a.C.) è un tipo in cui le volute sono originate da un triangolo la cui base coincide con il piano di posa. Sia le volute a sezione convessa sia il triangolo sono bordati da filetti e superiormente può esservi un abaco. L’elemento è di origine orientale, essendo raffigurato su bassorilievi assiri e babilonesi. Secondo alcuni studiosi rappresenterebbe una stilizzazione dell’ “albero della vita”, motivo decorativo noto anche in Egitto. Molti esemplari di questo tipo sono stati rinvenuti in Palestina e a Cipro e in tutti i casi noti si tratta di capitelli di pilastro o di stele votiva.
Il secondo tipo, associato più spesso a elementi architettonici ma presente anche in monumenti votivi, si data tra VII e VI sec. a.C. ed è rappresentato da un capitello in cui le volute, separate da una palmetta centrale, sorgono direttamente dal piano di posa. Esiste una variante in cui al di sotto delle volute vi è un toro decorato a foglie ricadenti (Neandria), oppure un elemento a cavetto sormontato da un toro, entrambi con decorazioni a foglie (Smirne), oppure, ancora, una decorazione a doppia spirale (Larisa); anche in questo gruppo le volute, bordate da listelli e tondini, sono a sezione convessa. L’occhio della voluta è talvolta un elemento separato, inserito in un apposito foro intorno al quale termina l’avvolgimento a spirale della voluta stessa (Neandria, Mitilene, Klopedi), oppure è un elemento scolpito a rosetta (Smirne) o, in altri casi, l’avvolgimento termina ad uncino (Larisa). In questi capitelli di solito non è presente l’abaco, spesso sostituito dalle foglie estreme della palmetta centrale, che si allargano ad ampliare il piano d’appoggio superiore (Klopedi). Questo gruppo ha origine in Asia Minore, dove è presente in Eolide, in Troade, in Ionia e nelle isole antistanti, come Lesbo e Thasos, ma è diffuso anche in Caria. Altri esemplari sono stati identificati in Sicilia, nelle aree dove è attestato un influso ionico, come Siracusa, Selinunte, Megara Hyblaea e nella penisola iberica (Cadice).
Il terzo tipo, il più recente (metà VI sec.), ha origine nelle Cicladi e si diffonde in Attica soprattutto in esemplari votivi: presenta volute talvolta semplicemente graffite, talvolta a sezione convessa bordate da tondini, che si dipartono da un echino molto sporgente (echino globulare – Oropos).

Bibliografia

Betancourt P., The Aeolic Style in Architecture, Princeton 1977; Hellmann M.CH., L’architecture grecque, I, Paris 2006, pp. 165-168.

 

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