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Famedio

Milano, famedio del Cimitero Monumentale.
Milano, famedio del Cimitero Monumentale.

Definizione-Etimologia

Pseudolatinismo coniato probabilmente nel 1869, unendo, sul tipo del vocabolo latino cavaedium, i termini fama (fama) e aedes (tempio, dimora), per indicare quella particolare costruzione che al tempo si intendeva realizzare all’ingresso del Cimitero Monumentale di Milano allo scopo di celebrare gli uomini illustri della città e della nazione.

Generalità

Infatti, quando ancora era in corso l’edificazione delle strutture d’ingresso del sepolcreto milanese, si decise di cambiare la destinazione del corpo centrale, originariamente una chiesa cattolica, trasformandolo in un monumentale tempio destinato ad onorare le glorie cittadine, qui sepolte o anche solo commemorate attraverso statue o iscrizioni su lapidi.
Un pantheon moderno nel quale rendere omaggio ai defunti e allo stesso tempo comunicare, alla città e al mondo, l’esempio civile e morale di quei personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia, non solo di Milano ma di tutta l’Italia.
E dunque sono qui ospitati artisti, letterati, scienziati, politici, combattenti, nati o vissuti a Milano dal IV secolo ad oggi. Grandiosi famedi sono presenti soprattutto nei cimiteri-edificio tardo ottocenteschi realizzati in Italia, Spagna e Francia (molto meno diffusi, invece, nei cimiteri a parco di tradizione nordeuropea).
Oltre all’esempio milanese si ricorda il famedio di Genova, realizzato nella cappella dei Suffragi al Cimitero di Staglieno, quello di Bologna, ricavato nelle strutture della Certosa riattata a cimitero nel XIX secolo, e quelli di Brescia e Messina. Il modello a cui, in generale, il famedio si ispira è il Pantheon di Agrippa, ovvero una costruzione a pianta centrale collocata prevalentemente nei luoghi più rilevanti dei complessi cimiteriali.

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