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Fattoria

Figura 1 | Fattoria | Progettazione architettonica

Definizione – Etimologia

Deriv. di fattore, dal lat. factorem, fàctus, fàcere. Casa di abitazione del fattore e di chi si occupa della cura e dell’amministrazione della campagna.

Generalità

Gruppo di edifici e poderi raccolti sotto un’unica amministrazione. Può essere costituita da un solo edificio distribuito, al suo interno, in ambienti diversi in base alle differenti funzioni. Più spesso è caratterizzata da una serie di edifici specialistici (stalle, magazzini, frantoi, scuderie) raccolti attorno all’edificio principale adibito a residenza del fattore e della sua famiglia. Può essere condotta sia per conto terzi, sia in forma diretta.

Filoni tipologici

La fattoria è un tipo di architettura rurale direttamente legata al tipo di economia agraria dominante in un dato luogo e in un dato tempo. Varia così dalla masseria alla cascina, dal Hof nord europeo al rancho centroamericano, fino alla tipica fazenda brasiliana. L’Italia vanta una tradizione “alta” che trova la sua prima importante configurazione nella villa rustica romana, per proseguire poi con le grandi abbazie cistercensi del XI-XIII secolo, fino a raggiungere la sua massima definizione tipologica e architettonica con le grandiose “ville” toscane e venete che, tra Seicento e Settecento, divennero modelli di organizzazione agraria e fasto architettonico.

Esempio

Tra le abbazie cistercensi possiamo ricordare: Casamari e Fossanova nel basso Lazio. Tra le ville: Villa Cafaggio in Toscana e Villa Morosino Cappello in Veneto. Masseria di Ceppano nel Salento. Fazenda Ouro Fino nello stato del Minas Gerais in Brasile.

Bibliografia

Cosgrove D., The Palladian Landscape, Leicester, 1993; Pagano G., Architettura rurale italiana, Milano, 1936; Sereni E., Storia del paesaggio agrario italiano, Bari, 1961.

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