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Fauces

Elemento d’ingresso nella domus romano-italica. Il termine deriva da una metafora anatomica applicata all’architettura; letteralmente fauces, al plurale, stava infatti a indicare la parte superiore dell’esofago fino alla gola (forse dalla stessa radice del greco χαινο “aprire, spalancare la bocca”). Le fauces costituivano un corridoio che conduceva dalla ianua, la vera e propria porta della domus, all’atrio, ed erano precedute dal solo vestibulum. Sviluppatesi probabilmente già in età arcaica, divengono comuni nelle domus signorili dalla fine del IV sec. a.C. Per Vitruvio, dove è unicamente attestato l’uso specifico del termine, le fauces avrebbero dovuto misurare due terzi della larghezza del tablinum, in domus con atri piccoli, e la metà della stessa larghezza, nel caso di edifici con atri maggiori. Fauces, a volte, indica il corridoio di passaggio tra atrio e peristilio.

De Albentiis E., La casa dei romani, Milano, 1990; Vitruvio, De architettura, a cura di P. Gros, VI, 3, 5, Torino, 1997 e note.

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