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Fessurativo, quadro

Definizione – Etimologia

L’insieme dei fenomeni lesionativi presentisulle murature di una costruzione rilevati e riportati su opportuni grafici d’insieme; questi consentono una visione sinottica utile all’individuazione delle cause che hanno prodotto le discontinuità e quindi alla diagnosi propedeutica ad ogni successiva operazione di approfondimento d’indagine, alle operazioni di monitoraggio, alla diagnosi finale e al progetto degli interventi di riparazione e di rinforzo strutturale.

Generalità

Il quadro fessurativo viene spesso monitorato per determinare quiescenza o attività delle cause delle manifestazioni lesionative, mediante la registrazione dell’incremento di numero ed entità delle manifestazioni, il controllo dell’estensione e la misura dell’ampiezza delle lesioni (in genere, del ventre). La rappresentazione convenzionale generalmente si basa su simboli che indicano sinteticamente l’entità dei fenomeni fessurativi e che ne caratterizzano l’andamento formale. Riportati sugli alzati, prospetti e sezioni, appaiono più disponibili all’esame interpretativo; graficizzati sulle piante, seppure con una riduzione della capacità espressiva propriadella rappresentazione sui piani verticali, consentono, attraverso una simultanea visione delle manifestazioni fessurative sui diversi setti murari dell’edificio, di stabilire il carattere locale o più ampio dei fenomeni e, comunque, di interpretare il dissesto in relazione all’articolazione dell’organismo murario.

Le discontinuità materiali sono prodotte da uno stato di elongazione (legato a tensioni di trazione), a cui la muratura può resistere entro limiti assai ristretti, superati i quali si produce la lacerazione del tessuto murario con scarico delle tensioni; esse troveranno un percorso alternativo in una nuova configurazione equilibrata oppure concorreranno a produrre una condizione instabile. Lo spostamento relativo tra i due margini della fessura stessa indica le caratteristiche dei dislocamenti che l’hanno generata, di solito normali alla direzione prevalente delle discontinuità.

Tuttavia, sovente, i quadri fessurativi appaiono di non immediata interpretazione poiché potrebbero essere indotti da meccanismi alternativi, talvolta sovrapposti, e alterati, rispetto a distribuzioni paradigmatiche, da eventuali disomogeneità, spesso non evidenti. L’evidenziarsi di un fenomeno fessurativo certamente è un sintomo che merita attenzione anche se non necessariamente è manifestazione di una condizione di dissesto. Talvolta le lesioni evidenziano una costituzione disomogenea della muratura, portata in evidenza nel tempo da differenti comportamenti deformativi, conseguente sia alle condizioni di sollecitazione e rigidezza, sia ai cicli termici (per esempio, sul contorno di cavità riempite con muratura o elementi strutturali, in legno, ferro o pietra di maggiore compattezza, all’intersezione di pannelli disomogenei, in corrispondenza di canne fumarie o tubazioni inserite nella muratura).

Qualora non causate da condizioni locali, le fessurazioni esprimono una condizione di sofferenza strutturale a cui la muratura reagisce ricercando automaticamente una condizione di equilibrio generalmente caratterizzato da un minor grado di sicurezza. I dissesti fondali costituiscono cause statiche determinanti anomalie del comportamento strutturale spesso manifestate dall’apertura delle discontinuità; in tali casi sia il fenomeno lesionativo, sia la successiva evoluzione si attuano in tempi lunghi e possono relazionarsi all’evoluzione del dissesto ma anche ai cicli stagionali che influenzano il comportamento termico e le condizioni di falda del sedime; le azioni dinamiche producono invece effetti immediati in corrispondenza dell’evento, soprattutto negli scuotimenti sismici. Le vibrazioni, ad esempio prodotte dal traffico veicolare, spesso non possiedono tanta energia da produrre danni immediati ma possono introdurre microtraumi che si sommano nel tempo per poi evidenziarsi con cavillature e dislocazioni visibili.

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