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Foce

Figura 1969 | Foce | Storia dell'urbanistica

Etimologia-Definizione

Dal latino volgare faux, “gola, apertura”, è la parte terminale di un fiume e, per estensione, indica il luogo in cui esso si immette nel mare o in un lago o in un altro corso d’acqua.

Tipologie

Una foce marina può essere a delta o a estuario a seconda rispettivamente che si estenda nel mare per l’accumulo di sedimenti alluvionali, oppure che il mare vi penetri per effetto delle correnti di marea. La denominazione “a delta” risale a Erodoto, il quale, riferendosi alla parte terminale del Nilo, la indica con quella lettera dell’alfabeto greco per via della forma triangolare, tipica di molte foci. Tra le foci a delta più importanti vi sono quelle dei fiumi Mississippi, Nilo, Gange e, in Italia, dei fiumi Po e Tevere. Si ha invece un estuario quando un fiume, giungendo alla foce, non lascia depositi di sedimenti a ventaglio, o perché ne trasporta pochi o perché le correnti marine li distribuiscono lungo la costa prima che possano accumularsi in strati significativi. Una foce influisce largamente sugli insediamenti umani presenti nel territorio, favorendo l’occupazione dei luoghi costieri e consentendo di sviluppare un’economia legata alla pesca e alla coltivazione intensiva del territorio.

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