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Fondaco

Marrakech, fondaco oggi adibito ad abitazioni e botteghe artigiane.
Marrakech, fondaco oggi adibito ad abitazioni e botteghe artigiane.

Definizione – Etimologia

Dall’arabo funduk o funduq, a sua volta dal greco πάνδοκος (albergo), il fondaco, derivante dagli xenodochia tardoantichi, assume la denominazione di khan in Persia e in Siria, di wakala in Egitto, e corrisponde alle alhondigas (o alfondegas) delle città ispano-musulmane.

Nel medioevo è un edificio pubblico destinato all’ospitalità dei mercanti forestieri che giungono presso una città centro di mercato. La diffusione più tarda del termine porta a declinazioni locali legate sempre ad ambienti a destinazione mercantile: magazzino o deposito di merci, luogo di stoccaggio di cereali o monte frumentario (in Veneto e a Valencia), emporio commerciale, ma anche locale per la vendita posto al piano terreno di un edificio.

Tipologia e collocazione urbana

Costruiti anche per iniziativa pubblica, posti in prossimità delle porte urbiche e sovente all’esterno della cinta muraria in corrispondenza con le vie principali di accesso alle città, i fondaci rispondono a un preciso requisito tipologico: un unico ingresso su strada che dà accesso a un’ampia corte interna delimitata da un portico con loggiato al livello superiore su cui si aprono le diverse camere.

Ciascuna nazione straniera disponeva di propri fondaci nelle principali città portuali italiane e mediterranee, e massimamente nelle grandi sedi carovaniere nordafricane dove, come al Cairo o a Marrakech, sorgevano a centinaia. Pisani, genovesi, veneziani, marsigliesi disponevano di fondaci ottenuti a seguito di precisi accordi commerciali con i rispettivi governi. La gestione del fondaco era affidata a un rappresentante accreditato presso le autorità locali. Il ruolo assegnato a questi di console, responsabile degli ospiti, configura il fondaco come una sorta di ambasciata commerciale medievale.

I fondaci sono anche testimoniati e descritti da Marco Polo quale struttura radicata nelle città cinesi con funzioni analoghe a quelle dei fondaci mediterranei. Lontano dalle città, lungo le vie carovaniere dirette a Oriente, sorgevano edifici simili, detti caravanserragli, luoghi di ospitalità e di scambio per i mercanti in transito.

Sostituiti in epoca moderna dagli alberghi, i fondaci decadono nei secoli più recenti: trasformati in luoghi per la ristorazione o affidati a enti religiosi o consorterie artigianali, divengono nelle grandi città nord africane sedi di laboratori o residenze provvisorie, spesso in abbandono.

L’architettura del fondaco tende verso livelli di decoro e compiutezza formale, cui contribuiscono il recinto, anche difendibile, e la dotazione di magazzini, di alloggi, di bagni, di pozzi e forni. In Italia è celebre il fondaco dei Tedeschi a Venezia, le cui ristrutturazioni in chiave monumentale furono coronate da cicli pittorici eseguiti da Giorgione e da Tiziano.

Bibliografia

Concina E., Fondaci. Architettura arte e mercatura tra Levante, Venezia e Alemagna, Venezia, 1997; Mandel G., I Caravanserragli turchi, Bergamo, 1988; Micara L., Architetture e spazi dell’Islam, Roma, 1985; Peyer H.C., Von der Gastfreundschaft zum Gasthaus. Studien zur Gastlichkeit im Mittelalter, Hannover, 1987 (ed. it. Viaggiare nel medioevo. Dall’ospitalità alla locanda), Roma-Bari, 1997.

 

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