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Fonte battesimale

Vasca per il rito dell'immersione nel Santuario di S. Pio a S. Giovanni Rotondo.
Vasca per il rito dell'immersione nel Santuario di S. Pio a S. Giovanni Rotondo.

Definizione

Il fonte battesimale è la vasca con cui si amministra il battesimo nelle chiese o nei battisteri. Il sacramento, primo a rappresentare il cerimoniale dell’iniziazione dell’uomo sulla terra, può essere eseguito col rito dell’immersione, come consuetudine nella liturgia delle chiese orientali, della chiesa battista o dei Testimoni di Geova, o per infusione di acqua sul capo (aspersione), secondo quanto proposto nelle chiese di rito romano e in quelle protestanti storiche.

Generalità

Durante il periodo apostolico, confermando la naturale matrice di derivazione ebraica, in cui la conversione richiedeva l’immersione nella mikwah, il battesimo venne celebrato in tutti quei luoghi in cui vi era presenza di acqua, come mari, fiumi, ninfei, terme o impluvia di domus. Solo in seguito, ma non prima del V secolo, si costruirono organismi architettonici specificamente destinati alla funzione liturgica, sotto l’influenza del dogmatico impedimento cristiano dell’accesso alla chiesa ai non battezzati. La vasca, inizialmente scavata nel pavimento, diventa il polo generatore dell’impianto che, di norma isolato, si articola con un assetto centrale-polare.
Il rinnovamento dei secoli X-XI, con cui si estese il battesimo ai bambini e si riconobbe il diritto di celebrazione anche alle parrocchie, provocò una sostanziale mutazione di significato al luogo che divenne fonte battesimale rinunciando a essere organismo architettonico indipendente. La struttura della fonte si semplificò nella bacinella di pietra poggiata su una base a forma di colonnina, chiusa da un coperchio spesso sovrastato da un velo avvolgente l’insieme. La trasformazione del valore liturgico del sacramento in evento religioso legato al significato dell’acqua santa, che ebbe inizio nella seconda metà del XVI secolo, non determinò al rito del battesimo per infusione alcun cambiamento. Il fonte battesimale, ridotto a elementare pila, venne in genere collocato in una nicchia accanto all’ingresso della chiesa. Diversa col Concilio Vaticano II e, più differenziata, la situazione del rituale che restituendo al battesimo l’originaria importanza troverà piena maturazione nelle realizzazioni successive in cui si ricercò una visione completa delle corrispondenze tra battesimo ed eucaristia, richiamate attraverso i nessi di relazione che s’instaurano tra i “poli liturgici” dell’ambone, del fonte e dell’altare. Le successive norme post conciliari, emanate nel 1993 e recepite nei regolamenti delle diocesi, sanciranno l’unicità del fonte battesimale a esclusivo uso sacramentale per il rito del battesimo e, riconoscendone fisionomia e funzione propria, disporranno il collegamento diretto con l’aula dell’assemblea, ma evitando l’identificazione con il presbiterio.
Apertamente auspicato è pure il rimando all’evocazione dell’immagine biblica del rito, figurata in forma simbolica – semiotica, attraverso l’alto valore dell’acqua, preferibilmente corrente, e della luce, con cui assicurare “luminosità adeguata e significativa” all’elemento battisteriale. Alle stesse disposizioni va, allo stesso tempo, ricondotto il fervido clima di trasformazione delle chiese, avviato in seguito all’adeguamento degli spazi per la celebrazione del rito negli edifici esistenti, che ha conferito al fonte battesimale speciale accezione per essere “memoriale del sacramento”, subordinando la “costante visibilità” all’intera comunità riunita. Assieme alla cospicua ricerca artistica – figurativa del fonte battesimale consacrato al rito per infusione, in molte recenti realizzazioni compare l’intenzione di rievocare, anche nelle chiese cristiane, l’antico rituale dell’immersione, come mostra ad esempio la soluzione adottata nel Santuario di S. Pio a San Giovanni Rotondo.

Bibliografia

Ieva M., Gli elementi della composizione architettonica, in Strappa G. (a cura), Edilizia per il culto, UTET Scienze Tecniche, Torino, 2005, pp. 54-84.

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