Funeraria, urbanistica | Wikitecnica.com

Funeraria, urbanistica

Figura 1 Urbanistica Funeraria | Funeraria, Urbanistica | Storia dell'urbanistica

Definizione – Etimologia

Derivante dal latino funus (sepoltura o funerale solenne), l’urbanistica funeraria ha il compito di organizzare in insiemi coerenti e funzionali i manufatti architettonici e artistici destinati a celebrare la memoria dei defunti e a consentire il compimento dei riti a questa connessi.

Generalità

L’urbanistica funeraria rappresenta un caso eccezionale di “topografia della memoria” poiché è parte rilevante della costruzione di retoriche ad essa correlate, ma è anche elemento importante per la definizione della città moderna intesa come rete di infrastrutture e servizi. La collocazione rispetto al nucleo urbano e la visibilità dei luoghi di sepoltura condizionano la morfologia e la tipologia della “città dei morti” dove si applicano schemi di pianificazione e relazionali simili a quelli della “città dei vivi”, tanto che nel disegno planimetrico le gerarchie delle architetture funebri vanno sovente in parallelo con l’ordine socio-economico.

Derivazione, processo formativo e filoni tipologici

L’urbanistica funeraria acquisisce rilevanza dalla metà del XVIII secolo, quando il cimitero viene traslato ai margini del nucleo urbano, ripresentando, così, la separazione tra polis e necropolis. Si propongono, secondo le moderne istanze igieniste d’ispirazione illuminista, “macchine” funebri, recinti extraurbani che racchiudono un campo di inumazione con al centro una cappella sepolcrale o una croce. Ne è esempio il cimitero sulle pendici di Poggioreale a Napoli, progettato da Ferdinando Fuga nel 1762, detto delle “366 fosse” e attivo sino al 1890. Con l’editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804, riguardante il risanamento delle sepolture, nasce in Francia la concezione odierna di cimitero che ha favorito l’approfondimento della sua progettazione urbanistica e lo svilupparsi di diversi filoni tipologici.

L’impianto geometrico regolare definito dal tipo monumentale a pianta architettonica è delimitato da un recinto al quale sono accostati portici, gallerie e arcate che assumono carattere di promenade. L’impianto irregolare trae, invece, ispirazione dal giardino pittoresco romantico; noto esempio è il cimitero est di Parigi, sulla collina di Mont-Louis, detto del Père-Lachaise (1804). Seppellire in un giardino diventa una moda che rapidamente si diffonde al di là dei confini francesi.

Già dalla metà dell’Ottocento il disegno planimetrico misto, regolare e irregolare, è applicato a quei siti dove la naturale orografia del terreno, svolgendosi tra piano e pendio, ha consentito di associare zone con impianto architettonico a zone collinari pittoresche, come nel cimitero di Staglieno a Genova, inaugurato nel 1851, su progetto dell’architetto Carlo Barabino.

Si formulano presto altri modelli urbanistici legati allo sviluppo del cimitero paesaggista: il cimitero foresta, come il Waldfriedhof di Monaco di Hans Grassel, della fine del XIX secolo; il cimitero bosco, sorta di “paesaggio epico”, come il cimitero sud di Stoccolma, disegnato nel 1915 da Sigurd Lewerentz e Erik G. Asplud; il cimitero architettonico ispirato al giardino alla francese, con cortine vegetali e cespugli tonsati; il cimitero con piante che disegnano insiemi, come quello, a Clamart, di Robert Auzelle (1946).

Bibliografia

Bertolaccini L., Città e cimiteri: dall’eredità medievale alla codificazione ottocentesca, Roma, 2004; Felicori M., Gli spazi della memoria: architettura dei cimiteri monumentali europei, Roma, 2005; Isneghi M. (a cura), I luoghi della memoria. Simboli e miti dell’Italia unita, Roma-Bari, 1996; Nora P. (a cura), Les lieux de mémoire, 7 voll., Paris, 1984-1992; Ragon M., Lo spazio della morte: saggio sull’architettura, la decorazione e l’urbanistica funeraria, Napoli, 1986; Strappa G.(a cura), Edilizia per il culto. Chiese, moschee, sinagoghe, strutture cimiteriali, Torino, 2005.

Copyright © - Riproduzione riservata
Funeraria, urbanistica

Wikitecnica.com