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Galleria (strutture)

Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

Definizione

Il termine, di incerta etimologia, definisce originariamente un generico vano coperto, di lunghezza sensibilmente superiore alla larghezza, aperto alle estremità ed usato prevalentemente come passaggio, anche se, nel corso del tempo, ha assunto diversi significati.

Generalità

In architettura, specie nel periodo rinascimentale e barocco, il termine poteva indicare una grande sala, sovente voltata, con una pianta allungata, un salone delle feste o un ampio corridoio di collegamento; poiché in tali luoghi venivano spesso collocate opere d’arte, il nome venne poi assunto dalle sedi di raccolte artistiche, come, ad esempio, la Galleria degli Uffizi, che è una lunga loggia vetrata.

A livello urbano, galleria indica i passaggi pedonali coperti e spesso vetrati di collegamento e di incontro, sui quali si affacciano negozi, realizzati soprattutto a partire dal XIX secolo e che possono corrispondere ai moderni centri commerciali.

Nell’ingegneria civile, il termine gallerie indica un lungo passaggio sotterraneo, in genere realizzato con uno scavo, a sezione trasversale costante, ed è sinonimo di “tunnel” e di “traforo”.

Le principali tipologie, in relazione all’uso, sono: le gallerie stradali, ferroviarie o metropolitane per consentire il transito di strade e ferrovie attraverso rilievi montuosi o sotto aree edificate, le gallerie di comunicazione idrica tra bacini idrografici vicini per consentire il deflusso di acqua, le gallerie minerarie per lo sfruttamento di giacimenti sotterranei e le gallerie per il passaggio di gasdotti, oleodotti, elettrodotti o sistemi fognari. Un tempo realizzate medianti scavi a mano, poi con l’impiego di esplosivi, le grandi gallerie sono oggi per lo più realizzate mediante grosse macchine con testate ruotanti, dette “talpe”. In tutti i casi, per la realizzazione di gallerie interrate, sono necessarie opere di contenimento del terreno, che variano in funzione delle caratteristiche d’uso e delle caratteristiche del terreno stesso. Le gallerie stradali e ferroviarie sono in genere rivestite in cemento armato.

In funzione della pendenza, si definiscono galleria di rampa quelle che hanno gli imbocchi a quote diverse e hanno un’unica livelletta, e galleria di colmo quelle con due livellette spioventi verso gli imbocchi.

A seconda della tecnica di realizzazione si distinguono le gallerie artificiali (dette anche a trincea o cut and cover), quando lo scavo è eseguito a cielo aperto, talvolta con aperture su un lato, e le gallerie a foro cieco (dette anche in sotterraneo), quando lo scavo avviene direttamente sotto terra.

Le gallerie minerarie per lo sfruttamento di giacimenti sotterranei hanno spesso sezioni ridotte e strutture di contenimento discontinue, un tempo con puntelli di legno. A seconda della loro posizione rispetto al giacimento e al loro uso si distinguono in: galleria “di traverso banco” (o orizzontali), “in direzione”, “di contorno” o “di carreggio”.

Le gallerie forzate destinate al deflusso di acqua sotto alta pressione sono realizzate con coazioni preventive del manto in cemento armato per rendere le opere resistenti alle forti sollecitazioni.

Le gallerie filtranti sono usate per il drenaggio di terreni acquiferi e sono costituite da cunicoli scavati sotto lo strato permeabile e intercalati da pozzi di guardia.

Nell’ingegneria militare galleria è sinonimo di cammino di ronda, se questo è coperto.

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