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Giardino d’inverno

Definizione-Etimologia

Dal francese jardin d’hiver, traduzione dell’inglese winter garden e del tedesco wintergarten. Generalmente, l’insieme degli ambienti in una residenza o, più raramente, in un edificio specialistico, aventi la funzione di ospitare piante ornamentali ed esotiche sensibili ai climi rigidi. Diffuso soprattutto nel nord Europa, il giardino d’inverno è esposto a sud ed è caratterizzato, su più pareti ed in copertura, da ampie superfici vetrate per favorire il massimo soleggiamento e l’illuminazione interna.

Generalità

Il giardino d’inverno si diffonde in Europa a partire dal secolo XVIII, parallelamente all’affermarsi dell’architettura del ferro e del vetro, come piccolo edificio isolato adibito alla mostra di alberi esotici all’interno di parchi urbani e proprietà nobiliari. 
Per tipologia strutturale e destinazione d’uso, si può ritenere come risultato della contaminazione fra la serra nordeuropea e la più antica orangerie olandese. A partire dal secolo XIX, il termine assume l’accezione corrente di spazio vetrato direttamente collegato agli ambienti di rappresentanza delle residenze signorili, destinato ad ospitare prevalentemente piante ed essenze in vaso. 
Progressivamente inglobato all’interno del soggiorno per essere utilizzato soprattutto e durante la stagione fredda, il giardino d’inverno diventa uno dei caratteri tipici della villa nordeuropea. In particolar modo, per l’architettura moderna tedesca, il giardino d’inverno diviene un tema centrale dello spazio domestico, spesso interpretato come riproposizione nordica dei giardini murati tipici della casa mediterranea (tra i primi esempi, il wintergarten nel palazzo del Prinz Albrecht di Karl Friedrich Schinkel). Tale tradizione prosegue negli esempi più noti di giardini all’interno di celebri ville moderne, in Casa Schminke di Hans Scharoun, Casa Fansworth di Mies Van Der Rohe, Villa Mairea di Alvar Aalto.

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