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Gigante, ordine

Gigante Ordine | Gigante, Ordine | Storia

Definizione-Etimologia

Estensione di un solo ordine architettonico, detto gigante o colossale, su più piani di un edificio.
L’aggettivo gigante deriva dai sostantivi latino gigas, gigantis e grego Γιγας, riferiti ai Giganti, esseri di dimensioni vistosamente superiori al normale, che scalarono l’Olimpo per cacciare Giove.
Esprime, in architettura, l’uso particolare degli ordini architettonici, per cui si genera uno scarto dimensionale tra il sistema dell’ordine gigante, il cui modulo è proporzionato rispetto all’altezza di due o più piani dell’edificio, e quello delle altre componenti della facciata, i cui livelli sovrapposti sono caratterizzati da elementi di modulo minore. Prescinde quindi dalle dimensioni assolute dell’ordine impiegato.
Poiché più piani dell’edificio sono collegati tra loro dai fusti delle colonne o delle paraste, l’impiego dell’ordine gigante è alternativo alla sovrapposizione degli ordini nell’articolazione di facciate a più livelli, dove invece l’altezza dell’ordine corrisponde a quella di un piano, come nel Colosseo.

Storia

Nell’architettura antica è poco frequente l’uso dell’ordine gigante. In rari casi compare in modo allusivo o ibrido, talvolta senza una piena riconoscibilità dell’ordine minore.
Dal Quattrocento vengono formulate le prime soluzioni di ordine gigante nella chiesa di S. Andrea a Mantova. Elaborando il modello dell’arco trionfale, quattro paraste coprono l’altezza della facciata e nelle campate laterali si sovrappongono tre livelli di bucature. Il sistema si struttura in modo pieno con Michelangelo, che adotta l’ordine gigante nell’involucro di San Pietro in Vaticano, poi ripreso da Maderno in facciata. Nelle chiese palladiane l’ordine gigante articola il settore centrale della facciata, relativo alla navata, mentre alle navatelle corrisponde un ordine di modulo minore.
Nell’architettura civile, a parte i numerosi casi in cui le facciate adottano un ritmo di campate alternate, sono nuovamente Palladio e Michelangelo che sperimentano l’uso dell’ordine gigante. A Vicenza, nel palazzo Valmarana, Palladio sovrappone l’ordine gigante delle sei paraste composite a quello minore di paraste corinzie; nella loggia del Capitaniato le possenti semicolonne si estendono su due livelli. Michelangelo ne propone l’uso a Roma nel palazzo dei Conservatori al Campidoglio, dove esso si estende ai due piani dell’edificio.
Nel barocco romano è soprattutto Borromini a usare l’ordine gigante, nel cortile dell’oratorio dei Filippini e nel palazzo di Propaganda fide. A partire dal XVII secolo l’uso dell’ordine gigante si diffonde in Europa e poi in America, soprattutto tramite i modelli palladiani.

Esempi

Oltre agli edifici citati, si vedano: cortile anteriore e tempio di Bacco nel santuario di Giove Eliopolitano, Baalbek; arco di Traiano a Timgad; basilica di Pompei; Villa Barbaro a Maser; San Giorgio Maggiore, il Redentore, San Pietro a Castello e San Francesco delle Vigne a Venezia; palazzo Carignano, Torino; ospedale di Greenwich; place Vendôme, Parigi; Vaux-le-Vicomte; Municipio, Amsterdam; chiesa am Hof, Vienna; Schauspielhaus, Berlino; teatro Massimo, Palermo, Casa Bianca, facciata sud, Washington D.C; edificio per uffici in via Mokhovaya e Casa dei Leoni in Patriarshiye Ponds, Mosca.

Bibliografia

Bruschi A., Michelangelo in Campidoglio e l'”invenzione” dell’ordine gigante, in «Storia architettura», IV, 1979, 1, pp.7-28;
Puppi L., Prospetto di palazzo e ordine gigante nell’esperienza architettonica del ‘500, in «Storia dell’arte», 1980, 38/40, pp.267-275.

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