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Gradinata

Atene (Grecia), l’ingegnosa gradinata integrata nella configurazione naturale del terreno ( fronte occidentale del Partenone).
Atene (Grecia), l’ingegnosa gradinata integrata nella configurazione naturale del terreno ( fronte occidentale del Partenone).

Definizione – Etimologia

Dal latino gradus. Serie di ampi gradini che costituiscono una scala di grande dimensione, per l’accesso ad edifici rappresentativi, a spazi urbani e, spesso, a costruzioni monumentali. Sinonimo di scalinata, derivato dal lat. scandere, salire, è un elemento architettonico costruito soprattutto all’aperto, con asse di percorrenza rettilineo, curvo o mistilineo adottando, generalmente negli edifici pubblici, alzate comode (a = 12÷15 cm) cui corrispondono altrettante comode pedate (p = 33÷36 cm).

Generalità

La gradinata può essere realizzata con materiali di diversa natura ma, generalmente, viene utilizzato materiale lapideo per le sue ben note caratteristiche fisico-meccaniche. La gradinata può essere integrata o raccordata, per varie esigenze architettoniche, a sistemi di collegamento verticali del tipo gradonate e rampe. Combinazioni specifiche si presentano nel caso di percorsi sopraelevati pedonali, per l’attraversamento di strade e di reti ferroviarie o di canali d’acqua come avviene nei ponti pedonali a Venezia, di tipo a due gradinate opposte e parallele con unico sbarco.

Nella tipologia formale la gradinata, con la sua componente volumetrico-spaziale di grande scala utilizzata nel corso della storia con priorità di ordine pratico, diviene sempre più elemento costruttivo e celebrativo fondamentale per l’impiego in architettura, per realizzazioni esterne e interne di edifici. Particolari esempi di sistemazioni in spazi urbani di gradinate monumentali sono rappresentati nell’Acropoli di Atene, dove la gradinata di accesso al terrazzamento del fronte occidentale del Partenone viene realizzata per “sottrazione materica” intagliando i gradini nella configurazione naturale della roccia, o nella gradinata Potëmkin di Odessa, dove viene enfatizzato lo sviluppo orizzontale di molteplici ampi gradini, immortalata nella cinematografia del Novecento (film “La Corazzata Potëmkin” di Sergej M. Ejzenštejn,1925).

Processo evolutivo

Nei primi esempi di architettura templare (mesoamericana, mesopotamica architettura, asiatica), la gradinata diviene un elemento architettonico fondamentale per caratteristiche simboliche e figurative oltre che strutturali, nel culto delle antiche religioni pagane; la gradinata si presenta nella massa volumetrica del tempio come elemento costruttivo integrato organicamente nella serie di gradoni e terrazzamenti con sviluppo verticale, come nella Piramide della Luna a Teotihuacàn o nella Piramide El Castillo a Chichen Itzà; con struttura aggettante rispetto al volume dell’edificio come nelle Ziqqurat neosumeriche di Ur e Uruk, nel tempio di Kandàrivà Mahàdeva a Khajuraho o nel Tempio 1 di Tikal. Geometricamente la gradinata è sempre posizionata sull’asse centrale del tempio, essendo “spazialmente” luogo rappresentativo per il percorso della processione nel rito cerimoniale di ascesa verso la cella templare, dove avveniva il culto sacrificale.

Nell’antica Grecia il basamento gradinato rappresenta di norma la struttura di base costituita da tre o più gradini perimetrali, a sviluppo orizzontale, su cui poggia e si eleva l’edificio per il culto religioso (tempio). Nei grandi altari di epoca ellenistica (ellenistica architettura) il recinto gradinato, integrazione tra basamento e gradinata, su pianta quadrata o rettangolare, costruito con funzione strutturale e decorativa, delimita e racchiude uno spazio principalmente sacro, riservato alla cella templare. Nell’Ara di Zeus di Pergamo l’altare (deriva dal latino ara “alta”) luogo elevato per sacrifici, presenta, nel suo complesso architettonico di grande costruzione, una serie continua di gradini che circoscrivono l’area sacra, attestandosi a due grandi basamenti simmetrici rispetto l’asse centrale dell’edificio; al centro la gradinata monumentale, normale al cortile dell’altare, per accedere alla mensa sacrificale (mensa).

La gradinata svolge un ruolo di fondamentale importanza nella scena urbana, rivestendo sia una funzione pratica sia una funzione con fini simbolici e figurativi. Esempi notevoli si riscontrano nell’architettura del Rinascimento e Barocco in Italia con le opere del Bramante, Michelangelo, Vignola, Bernini, Borromini; nel XX secolo, nelle monumentali gradinate degli edifici più rappresentativi dei sistemi totalitari in Europa (monumentalism) e dei grandi sacrari militari, su tutti la gradinata del Sacrario Militare di Redipuglia e dell’Altare della Patria e del Milite Ignoto di Roma; nel Razionalismo Italiano, con il significativo esempio di “organicità spaziale” della gradinata di Villa Malaparte a Capri (Adalberto Libera).

Come elemento architettonico rappresentativo all’interno di un edificio, la gradinata svolge funzione di accesso ai piani di rappresentanza riservati alle autorità e alla nobiltà (scalone d’onore o scalinata regia). Per questo vanno menzionati alcuni tra gli esempi più significativi, come la “manieristica” scalinata della Biblioteca Laurenziana a Firenze (manierista architettura, Michelangelo), la “scenografica” Escalera Dorada nella cattedrale di Burgos (Diego de Siloe), la “spazialità monumentale” dello scalone d’onore nella Reggia di Caserta (Luigi Vanvitelli).

Nell’accezione moderna il termine gradinata indica l’ordine di posti a sedere costituito da file digradanti in teatri, stadi e altri luoghi di spettacolo.

Sistemi costruttivi

Sistema costruttivo a elementi orizzontali continui con forma di grandi gradini che svolgono funzione di seduta per gli spettatori, è combinata con più rampe di scale per collegare e distribuire il pubblico nei vari settori. Generalmente la gradinata è realizzata seguendo la conformazione geometrica della pianta dell’edificio con disposizione di tipo lineare, mistilineo o di tipo semicircolare, circolare, ovale, ellittico.

Nell’ architettura greco-romana la gradinata è l’elemento di servizio realizzato all’aperto, con caratteristiche funzionali di istallazione fissa, su cui ci si può sedere, materialmente espressa in superfici o ripiani orizzontali di legno o in blocchi di pietra, in cui il pubblico prendeva posto per assistere alle rappresentazioni sceniche negli edifici adibiti agli spettacoli (anfiteatro, circo, stadio, teatro).

L’originario sistema costruttivo della gradinata, inizialmente realizzato con file di sedute lignee per evolversi nel tempo come modello in pietra, trova una ben definita applicazione quale componente geometrica e figurativa nella disposizione delle gradinate nell’emiciclo del teatro greco.

Il sistema scenico delle gradinate si presenta visivamente integrato nel declivio naturale di una collina con la serie di file digradanti semianulari che originano la càvea, la quale è divisa verticalmente in vari settori radiali detti cunei. Per estensione la superficie gradinata o gradinatura, come termine tecnico del settore relativo alla lavorazione dei materiali lapideo, è il grado di finitura che presenta una superficie di pietra o marmo. La gradinatura è classificata come lavorazione del tipo ad urto, eseguita con utensile metallico a percussione, a foggia di scalpello, come la gradina (probabile derivazione di grado), la quale è munita di dentellatura o di un insieme di punte allineate sul bordo da taglio. In relazione al grado di finitura richiesto, si adottano tipi di gradine a due o più denti che danno origine a solchi gradinati fini, medi e grossi. L’effetto figurativo della superficie gradinata è dato dalla serie di solchi paralleli, a sezione curva o triangolare, tracciati dalle punte della gradina.

La gradinatura si colloca come stadio intermedio di lavorazione della pietra; il suo uso è preceduto dalla fase dello sbozzo eseguito con scalpello a punta detto subbia, seguito, nella fase di ultimazione dell’opera, dallo scalpello e dalla lima le quali estinguono le tracce lasciate dalla gradina.

Il fine della gradinatura è anche quello di ottenere superfici definitive con risultato chiaroscurale del tipo a pelle rustica o mezzana. La superficie gradinata è strettamente connessa alla decorazione architettonica (ornato); trova anche applicazione nelle superfici lapidee della scultura a tuttotondo come massima esaltazione “grafica – espressiva”. Esempio su tutti le marmoree superfici gradinate nelle molteplici opere di Michelangelo, eseguite dall’artista con minuziosa e costante tecnica virtuosa.

Bibliografia

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