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Gradonata

Roma, Basilica di S. Giovanni in Laterano. Sistema combinato di raccordo dei percorsi verticali  del sagrato della basilica (archivio Nardulli).
Roma, Basilica di S. Giovanni in Laterano. Sistema combinato di raccordo dei percorsi verticali del sagrato della basilica (archivio Nardulli).

Definizione – Etimologia

Da gradone, acc. di grado, a sua volta derivato dal lat. gradum, scalino. Sistema di collegamento tra due o più livelli di un terreno declive o di una costruzione, particolarmente impiegato nelle sistemazioni urbane, nell’architettura monumentale e nell’ingegneria naturalistica.
È composta da ampie superfici dette gradoni, corrispondenti a uno o più passi d’uomo, con un rapporto alzata/pedata maggiore di quello comunemente usato per i gradini. Realizzata generalmente all’aperto, viene ricavata e integrata nella morfologia del suolo con andamento rettilineo o curvo, per pendenze comprese tra il 10% e il 25%, con acquatura fino al 12%, per facilitare il deflusso dell’acqua piovana; in casi specifici la gradonata per esigenze funzionali, può integrarsi con particolari soluzioni architettoniche a gradinate o rampe.

Generalità

È detta anche cordonata (der. da cordone ) per l’impiego, ad intervalli, di cordoni o cordoli di pietra utilizzati sia come bordo dei gradoni con alzata generalmente 8÷16 cm sia come riquadratura delle superfici.
Per migliorarne la sicurezza, le superfici di calpestio devono essere scabre o, comunque, antiscivolo. A questo scopo vengono utilizzati acciottolati e selciati (realizzate spesso con materiali locali) o altri tipi di pavimentazioni come quelle in laterizio.
Allo scopo di conferire alla gradonata un carattere naturalistico, vengono a volte impiegati cordoli di legno, superfici a ghiaia, e battuto di terra. Nell’ingegneria naturalistica la gradonata trova impiego come intervento per opere di stabilizzazione e rinverdimento di versanti collinari e montani con pendenze da 35° a 45°, al fine di migliorare le caratteristiche geomeccaniche del terreno. Si realizza utilizzando cordoli tondeggianti di legno posti in banchine trasversali alla linea di massima pendenza del versante, nelle quali si opera inserendo a dimora materiale vegetale vivo come piantine o talee.
Il termine può avere anche accezione come sistema costruttivo. La piramide gradonata, ad esempio, costituisce una tipologia architettonica adottata in vari contesti storici e geografici. Geometricamente rimanda alla forma piramidale, distinguendosi dalla piramide egizia per la serie di gradoni o terrazzamenti che costituiscono i vari livelli della costruzione originando, per forma, una piramide tronca come la mastaba a gradoni, la piramide mesoamericana, la ziqquarat.
In epoca romana, la tecnica costruttiva per la realizzazione della cupola gradonata a pianta circolare, utilizzava un getto di calcestruzzo posto in opera per gradi, a strati orizzontali di forma anulare posti sull’estradosso inferiore della semicalotta sferica (per esempio il Pantheon).

Bibliografia

Acocella A., L’Architettura di pietra, Firenze 2004; Belardi G., Il Pantheon – storia, tecnica, restauro, Roma 2006; Blanco G., Pavimentazioni in pietra, Roma 2008; Blanco G., Manuale di progettazione marmi e pietre, Roma, 2008; Petrignani A.,Tecnologia dell’architettura, Milano, 1981; Portoghesi P., Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, Roma, 1969; Pevsner N.,Fleming J.,Honour H., Dizionario di architettura, Torino 1981.

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