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Grondaia

Figura 2077 | Grondaia | Impianti

Definizione-Etimologia

Grunda, dal latino, a indicare la modanatura posizionata sopra il gocciolatoio e interrotta dai doccioni. La gronda (o doccia) è quella parte della falda di copertura inclinata che sporge rispetto la parte terminale delle chiusure verticali dell’involucro edilizio. Si definiscono invece rette di gronda i segmenti lineari che formano il perimetro d’imposta di una copertura a falde piane.

Generalità

La grondaia è un canale di scolo con adeguata pendenza per l’allontanamento dell’acque meteoriche e della neve e quindi per consentire lo scorrimento dell’acqua. La grondaia necessità di una inclinazione, rispetto al piano orizzontale, di almeno un centimetro per metro di lunghezza ed è costituita da barre lunghe circa 4 ml a sezione generalmente semicircolare di sviluppo di 25 cm o 32 cm. I materiali con cui è realizzata sono il rame, il pvc, la lamiera verniciata o laccata. Il posizionamento della grondaia rispetto alla copertura prevede una sporgenza laterale di almeno 5 cm oltre il margine esterno dei tegoli sovrastanti.

Tecniche costruttive

La scelta tipologica e dimensionale della grondaia e dei relativi pluviali è subordinata alla quantità e al tipo di precipitazioni meteoriche dell’area geografica oltre che alla forma del tetto. Le fondamentali cautele di messa in opera di una grondaia richiedono un ancoraggio sicuro alla copertura attraverso staffe e cicogne a passo 60 cm e adeguatamente dimensionate per sopportare i carichi dovuti all’azione degli agenti atmosferici.

Innovazione tecnologica

La metodologia costruttiva tradizionalmente usata per assemblare gli elementi della grondaia è quella di saldarli a stagno. Oggi l’innovazione tecnologica consente di utilizzare prodotti al silicone che incollano il rame efficacemente lasciando immutata la capacità di tenuta.

Bibliografia

UNI 10724 (1999), Sistemi di raccolta di acque meteoriche – Istruzioni per la progettazione e l’esecuzione con elementi discontinui.

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