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Hammam

Derivazione

Anche hammäm. L’hammam o bagno di vapore, detto anche bagno turco o bain maure, è un edificio pubblico o privato molto diffuso nella città tradizionale islamica in cui ci si recava per svago o per rispettare le regole religiose di igiene e abluzione prima della preghiera.
L’origine di questa tipologia edilizia, già presente in epoca omayyade, va più indietro nel tempo della conquista musulmana ed è rinvenibile nelle terme romane dalle quali l’hammam si discosta sia per l’assenza del frigidarium e di tutti gli spazi a esso connesso (palestra e vasca) che per la perdita dell’organizzazione assiale dei vani. Rispetto all’antecedente romano, inoltre, nell’hammam rinnovata importanza viene data allo spogliatoio (mashlah) che ne diventa l’ambiente principale. L’anello di congiunzione tra terme e hammam sembra essere rinvenibile nei bagni siriani bizantini in cui la palestra è già assente e dove, specie negli esempi di dimensioni più ridotte, gli impianti tendono a perdere l’assialità che era stata propria nel mondo romano e che sarà quasi totalmente assente nell’hammam.

Diffusione e struttura

I primi resti archeologici di hammam sono presenti in Siria e Giordania nei castelli del deserto omayyadi, a dimostrare quanto, già da subito, questa tipologia sia stata diffusa nell’architettura islamica. La loro denominazione di hammam rumiyya (bagni dei romani), con cui ancora nel X secolo venivano indicati, e la presenza al loro interno di elementi decorativi figurativi, non convenzionali per i caratteri che l’arte islamica verrà ad assumere nei secoli successivi, rimandano direttamente alla derivazione bizantina.
In seguito l’hammam avrà grande fortuna nella città islamica: spesso costruito nei pressi di moschee ma diffuso anche nell’architettura civile, tanto da essere presente nei palazzi e nelle case più importanti. Ciò è spiegato solo parzialmente dall’uso rituale delle abluzioni prima della preghiera ma dipende più propriamente dal ruolo di luogo di ritrovo e associazione che l’hammam assume nella città islamica, paragonabile per certi versi alla piazza della città europea.
La struttura dell’hammam è imperniata sul vano dello spogliatoio (mashlah), che corrisponde all’apodyterium romano. Il ruolo gerarchico della mashlah rispetto agli altri ambienti è reso leggibile non solo dalla sua dimensione, che nel tempo è aumentata progressivamente, ma soprattutto dalla complessità della sua struttura, spesso conformata dall’aggregazione di quattro iwan  su di un vano centrale coperto con cupola su pennacchi. Il centro della mashlah è segnato dalla presenza di una fontana, i suoi lati da pedane (mastaba) in cui sono ricavate nicchie per le scarpe e sulle quali vi sono panche per riposare. La transizione dalla mashlah alla sala fredda (wastani barrani) è assicurata da corridoi a baionetta e da latrine. Da essa si passa alla sala tiepida (wastani djuwwani) da cui si accede alla sala calda (djuwwani harara) che rappresenta per importanza il secondo vano dell’hammam e che consiste in un ambiente cupolato dotato di panche o pedane di pietra su cui sdraiarsi (mastaba), fontane, alcove (maqsura) e bacini di acqua calda e fredda o, a volte, piccole piscine per l’immersione a scopo terapeutico (maqsoura al-maghtas).

Bibliografia

De Miranda A., Architectural Heritage and Sustainable Development of Small and Medium Cities in South Mediterranean Regions, Firenze, 2004; Ecochard M., Le Coeur C., Les Bains de Damas, Beirut, 1942.

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